Cerveteri, Giunta alla graticola sul sociale: «Niente voto sul Consorzio: persi 80mila euro»

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lavori allo stadio E. Galli
Elena_Gubetti

Polemiche pure contro Asl e Regione: dimezzati i fondi per le assistenze domiciliari.

Le associazioni tirano per la giacchetta il comune di Cerveteri che non votando in aula la nascita del Consorzio distrettuale (votato invece a Ladispoli) avrebbe mandato all’aria i piani per ottenere 80mila euro per il territorio.
I cittadini invece protestano sul litorale contro Regione e Asl per la mancanza di un’adeguata assistenza per i propri familiari malati in casa. Insomma, si parla sempre di sociale ma passi in avanti non sembra ci siano all’orizzonte su vari settori.
Intanto ha fatto scalpore l’attacco, nemmeno troppo velato, di tutte quelle realtà che sono a contatto con i problemi e le odissee quotidiane di chi ha bisogno di aiuto.
«Non conosciamo le motivazioni ufficiali che hanno determinato a Cerveteri il rinvio dell’importante punto all’ordine del giorno, ma sappiamo per certo che entro il 31 dicembre 2025 sarebbe stato possibile usufruire del finanziamento regionale di 80mila euro», è la critica di Piccolo Fiore onlus APS, Nuove Frontiere onlus APS, Animo, Libera/Presidio Cerveteri-Ladispoli, Centro Solidarietà Cerveteri, Volontari Ospedalieri/Ladispoli e Volontari Ospedalieri Cerveteri, UDI gruppo Nilde Iotti, Scuolambiente Odv-Ets, Spicgil/Lega Civitavecchia.
«Ricordiamo che tutta l’utenza afferente ai servizi sociali – aggiungono – attendeva con ansia la costituzione del Consorzio, in quanto lo stesso avrebbe potuto rappresentare un sostanziale passo in avanti nella gestione dei servizi sociali sul territorio distrettuale. Chi scrive rappresenta tutte quelle persone, tra cui disabili, anziani, famiglie, in condizione di fragilità, che hanno bisogno di accoglienza, presa in carico, servizi e prestazioni di qualità, all’altezza dei loro bisogni spesso complessi».
Fino ad oggi l’alternanza del comune capofila, la frammentazione dei servizi, ha creato non poche difficoltà. «La gestione dovrebbe essere rapida e efficiente – evidenziano le associazioni – capace di utilizzare tutti i fondi a disposizione in tempi brevi. Per questo dal 2017 gli enti del Terzo Settore del territorio stanno pungolando le amministrazioni, per la costituzione del Consorzio, vista la normativa vigente».
Interviene l’assessore alle Politiche sociali di Ladispoli, Gabriele Fargnoli. «Quando si parla di servizi sociali il tempo è una variabile sostanziale, non accessoria; rinviare il punto in consiglio comunale equivale a negare. Esiste solo una zona grigia di irresponsabilità. La politica può scegliere. Ma deve scegliere. Perché chi aspetta assistenza non può permettersi di restare sospeso tra un ordine del giorno e un rinvio».
Gli aiuti domiciliari. Altra piaga è quella relativa ai familiari che attendono con trepidazione una chiamata dalla sede di Cerveteri o centrale dell’Asl di Rm 4 per ottenere assistenza adeguata di un fisioterapista. Improvvisamente, ormai da prima della scorsa estate, è stato interrotto il servizio importantissimo ad esempio per un malato di Alzheimer o per qualsiasi altra persona allettata in casa. Segno evidente che sono stati tagliati dei fondi e ora le liste di attesa sono interminabili. Altro rebus è quello dei fondi regionali Caregiver (E-Family). Ogni maledetto anno le famiglie devono attendere oltre il dovuto nella speranza di percepire un bonus per pagare le badanti. Lo scorso anno la piattaforma on line andò in tilt e molti non riuscirono nell’impresa di prendere i fondi. Si spera non accada lo stesso quest’anno.