MELISSA, VIRTÙ E PRECAUZIONI

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La melissa è anche chiamata erba “limona” perché le sue foglie contengono, tra l’altro, una quantità pur assai variabile ma in un rapporto costante (4/3) citrali e citronellole. Queste ultime conferiscono alla melissa un’ aroma gradevole ed il sapore del limone. Il termine melissa deriva dal greco e significa “pianta per le api” poiché viene presa d’assalto da questi laboriosi insetti.

Quali sono le sue proprietà?
Essenzialmente un’azione sedativa generale, specie a livello gastrico. Weiss la definì “nervina a tendenza carminativa” (facilità l’eliminazione dei gas intestinali), particolarmente indicata nella cosiddetta “nevrosi gastrica”, ossia nei disturbi dello stomaco di origine psicosomatica. Non solo. La somatizzazione ansiosa riguarda anche il cuore nei soggetti irritabili con tachicardia su base funzionale e difficoltà all’addormentamento.
<L’azione sedativa si manifesta anche a carico dell’apparato cardiovascolare ove esercita azione ipotensiva e bradicardizzante> (E. Campanini. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali 1998). Sempre secondo Weiss l’attività sedativa si situa a livello del sistema limbico dell’encefalo. Il sistema limbico è collegato al talamo, all’ipotalamo e ad altre formazioni cerebrali. Tutte le strutture di questo sistema partecipano a meccanismi fisiologici emotivi su base psichica.

La pianta pertanto è un ottimo rimedio di nevrosi con somatizzazione, soprattutto a livello gastrico ma anche cardiaco. L’olio essenziale è il principale componente del fitocomplesso (0,05% e ben 65 molecole differenti). E’ a lui che si devono le proprietà terapeutiche, antispasmodiche e sedative della pianta. A tutto ciò va aggiunta anche un’attività antibatterica, antifungina ed antivirale.

Il noto fitoterapeutico J.Bruneton registrò la sua efficacia nel trattamento tipico, con la tintura madre (T.M.) delle foglie raccolte prima della fioritura (titolo 65°), dell’Herpes simplex labiale Walbing R e coll nel 1984 riportò un lavoro clinico condotto su 115 pazienti affetti da Herpes simplex trattato con pomata a base di estratto di melissa. Lo studio registrò una diminuzione del tempo di malattia ed una notevole riduzione del numero delle recidive. Dispepsie gastroduodenali, quali gastralgia, spasmodiche su base psicomotoria, meteorismo con difficoltà nell’eliminazione dei gas intestinali (azione carminativa) queste sono le sue attività principali.

Personalmente ho impiegato con successo la melissa anche nel vomito gravidico e negli spasmi dolorosi addominali sempre su base psicosomatica. Il fitoterapeuta deve essere a conoscenza delle patologie organiche mediche al fine di una corretta diagnosi differenziale. Una gastralgia può essere dovuta a patologie varie (gastriti, neoplasie, colecistopatie litiasiche, coliti, infarto miocardio postero – inferiore etc). Lo stesso dicasi per quanto concerne le tachicardie che necessitano di accurate indagini sia semeiologiche cliniche strumentali.

Quali sono le forme farmaceutiche impiegate?
Sono diverse: infuso, succo di pianta fresca, polvere per cps, acqua di melissa. In fitoterapia si utilizza più spesso la T.M. (Tintura madre) della melissa officinalis (40 gtt 2-3 volte al giorno) per periodi non troppo prolungati perché dopo qualche mese può provocare sonnolenza eccessiva, bradicardia, ipotensione, riduzione degli atti respiratori. E’ stato altresì segnalato il rischio di un’azione inibitoria a livello ipofisario pertinente la secrezione di TSH con tendenza all’ipotiroidismo. Ciò verosimilmente è opera sia dei prodotti di ossidazione degli acidi fenoli che dell’acido rosmarinico. E’ pertanto importante non solo non impiegarla per periodi prolungati ma anche controllare la funzionalità tiroidea prima della sua prescrizione. La commissione E ha infine raccomandato nell’insonnia nervosa la seguente “associazione standardizzata”: – Valeriana Radix T.T.. (Tisana Titolata) 40%. – Lupuli strombulus T.T. 30% – Melissa folium T.T. 30% Infuso al 5% una tazza prima di andare a letto.

In conclusione, oltre a questa formulazione, nella pratica clinica l’impiego della melissa è particolarmente vantaggioso, e pertanto utilizzato, nel trattamento della cosiddetta distonia neurovegetativa con somatizzazione a livello gastrointestinale e cardiaco.

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