Ma Jovanotti è a conoscenza del caos che sta accadendo per il concerto di Campo di Mare?

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Jovanotti ed il fratino

Nonostante le bizze del tempo, a Campo di Mare si prospetta una lunga estate calda. Per non dire rovente alla luce del caos mediatico, delle polemiche e delle retromarce in merito al concerto di Jovanotti sulla spiaggia del lungomare dei Navigatori programmato per il prossimo 16 luglio. Come giornale, che per primo sollevò dei dubbi sulla scelta del nostro litorale per effettuare il Jova Tour, sentiamo il dovere professionale di esternare alcune perplessità alla luce del valzer e dei passi del gambero che stiamo osservando da alcune settimane. E soprattutto saremmo lieti che lo staff di Jovanotti, artista sempre molto attento alle problematiche dell’ambiente come ha dimostrato con la decisione di cancellare la data di Ladispoli, prendesse una posizione forte e chiara. O confermando che a Campo di Mare non ci sono problemi per ambiente, palude di Torre Flavia e fratino. O annunciando che effettivamente qualcosa non torna e che forse la scelta di dirottare l’evento sulla spiaggia a poca distanza dalla palude non è stata molto felice.

E’ ovvio che in questa faccenda in molti stiano facendo una figura non propriamente esemplare. Ad iniziare da quelle associazioni ecologiste che hanno cambiato idea solo perchè il concerto è stato spostato di qualche metro, per arrivare ad altre organizzazioni ambientaliste che sono diventate mute. Senza dimenticare gli enti preposti a rilasciare tutte le autorizzazioni necessarie allo svolgimento del concerto di Jovanotti che ancora non hanno rilasciato comunicazioni ufficiali. Del resto, è difficile per i cittadini comprendere le ragioni prima del can can mediatico esploso per l’annuncio del concerto a Ladispoli e poi capire perchè è scesa la cortina di silenzio da parte di coloro che gridavano allo scandalo in nome del fratino. Parliamoci chiaro, se era rischioso a Ladispoli, l’evento è altrettanto rischioso per l’ecosistema della palude anche a Campo di Mare. Il sindaco Pascucci ha annunciato in un recente comunicato che sono previsti almeno 30 mila spettatori per l’evento, una fiumana di persone che transiteranno non solo nelle strette strade di Campo di Mare, e solo col permesso di accesso, ma cammineranno a piedi anche nei pressi della palude e lasceranno le auto in prossimità della linea di confine con l’oasi naturale che rappresenta il confine tra Cerveteri e Ladispoli. Zona dove, alcuni ecologisti, di recente hanno affermato di aver visto il fratino nidificare. Stranamente, non ci sono stati cortei di protesta, annunci mediatici, straccio delle vesti e tutto quel teatrino a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi. Sembra insomma che quel fratino a dicembre simbolo dei sedicenti paladini dell’ambiente, ora per qualcuno sia diventato scomodo.

E non dimentichiamo che anche la politica, in modo trasversale, è intervenuta sulla questione. Lega e Movimento 5 Stelle hanno espresso parere contrario all’evento di Campo di Mare, mentre l’amministrazione comunale di Ladispoli ha chiesto attraverso il vice sindaco Perretta che il concerto torni a torre Flavia visto che non ci sarebbero più pericoli a poche centinaia di metri di distanza.

Dal comune di Cerveteri hanno risposto che sono polemiche inutili e che l’evento porterà solo benefici al litorale. Su questo punto saremmo curiosi di conoscere il parere dei residenti e dei villeggianti di Campo di Mare che a metà luglio, in piena stagione estiva, avranno la frazione blindata, col traffico limitato e con 30 mila persone nelle strade fino a notte fonda.

Osservato questo comportamento variegato, ora arriviamo al punto focale.

Ma Jovanotti ed il suo staff sono consapevoli di questa situazione?

Sono stati messi a conoscenza dei potenziali rischi per la palude di torre Flavia e l’ambiente che potenzialmente potrebbero insorgere, così come era stato paventato con grande clamore per la vicina Ladispoli?

Perchè non abbiamo ancora letto una nota ufficiale dello staff di Jovanotti che fu invece molto celere nel cancellare la data di Ladispoli sotto la spinta delle proteste di quelle associazioni ecologiste che ora sembrano essersi perdute nella nebbia?

Sono semplici domande alle quali i cittadini del litorale meriterebbero risposte esaurienti.

Altrimenti, con tutti questi personaggi in commedia che dicono una cosa e poi ne fanno un’altra, tutti i pensieri più maliziosi sono legittimati.

Attendiamo risposte.