L’imposta di successione: cose da sapere

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Dall’imposta sulla casa in eredità al modello 730 del defunto: un anno di tempo per fare tutto.

L’imposta di successione da parte degli eredi è dovuta allo Stato in base alla propria quota di eredità. Per calcolare l’imposta occorre quantificare l’eredità totale su cui applicarla: sommare il valore di tutte le proprietà del defunto (immobili, titoli, beni mobili, partecipazioni, crediti, rendite, pensioni, denaro, gioielli ). Dal totale lordo sottrarre le passività del defunto quali i debiti, un mutuo in essere per esempio o le spese mediche sostenute per suo conto dagli eredi negli ultimi sei mesi di vita. Sul valore netto del patrimonio così ottenuto si applicano le imposte. Non su tutto si pagano però, esistono una serie di beni che vengono esclusi per legge: il TFR e le indennità per rapporti di agenzia, le indennità che spettano agli eredi per assicurazioni previdenziali stipulate dal defunto (Pip, fondi pensione), i beni di interesse storico o artistico, i titoli del debito pubblico come BoT, Cct, titoli di Stato.

Tempistiche. Dopo il decesso di una persona, gli eredi sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione, a quel punto lo Stato fa tutti i controlli e i calcoli del caso e nell’arco di pochi mesi (max 3 anni) emette un avviso di accertamento, con cui richiede il versamento dell’imposta dovuta. Entro 60 giorni dal ricevimento di questo avviso si deve versare il dovuto, per non incorrere nella riscossione coattiva che prevede l’applicazione di sanzioni e interessi. L’imposta di successione deve essere versata tramite il Modello F24 allegato alla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate e può essere pagato presso gli agenti della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione), in banca o in Posta. Per conoscere tutte le varianti in merito all’obbligatotietà della dichiarazione di successione e l’iter completo delle pratiche previste alla morte di un caro, da non dimenticare, cliccare qui.