Le malattie infiammatorie intestinali: il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa

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malattie infiammatorie intestinali

Le malattie infiammatorie intestinali:
il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa

A cura del Dottor Professor Aldo Ercoli

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Due sono le malattie infiammatorie croniche intestinali da causa sconosciuta: il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. 

Mentre il primo colpisce tutto l’apparato gastroenterico, dalla bocca all’ano, la colite ulcerosa interessa solo l’intestino crasso. Anche se l’esordio delle due patologie può avvenire a qualsiasi età, l’incidenza maggiore si registra tra i 15 ed i 45 anni.

Si è detto che l’eziologia è sconosciuta.

Si possono però avanzare delle ipotesi:

1 – La componente genetica suggerita dall’aumentato rischio per i parenti di primo grado dei pazienti.

2 – Un meccanismo immunologico quale un microrganismo o un componente dietetico che comporti una patogenesi legata ad anticorpi anticitoplasma dei neutrofili (ANCA). Questo dato si riscontra nel 70% dei casi.

Qual è il quadro anatomopatologico delle due malattie?

Nel morbo di Crohn è rappresentato da ulcerazioni e stenosi del lume intestinale.

Vi sono aree di iperplasia ed edema che si alternano a zone atrofiche e cicatriziali tali da conferire alla mucosa quello che è universalmente definito “acciottolato romano”.  Vi è un interessamento a tutto spessore della parete intestinale di tipo flogistico-granulomatoso (granulomi a cellule giganti non caseose) associato ad infiltrazioni di linfoplasmacellule. Quello che colpisce è la netta separazione tra danni indenni e quelli colpiti.  Quali sono più frequenti nel Crohn? Nell’oltre il 65% dei casi certamente l’ileo distale (con o senza interessamento del colon destro); nel 15% il colon in toto; più rare (attorno al 5-7%) gli altri distretti: colon distale-retto, intestino tenue. Nella colite ulcerosa che può essere scatenata anche da infezioni, FANS e stress, vi è un’infiammazione della mucosa colica con interessamento quasi sempre presente del retto (frequente viene anche chiamata rettocolite ulcerosa).

La flogosi (a differenza del M. di Crohn) è continua, ma vi sono zone indenni; danni a livello dell’epitelio, flogosi, formazioni ascessuali delle cripte e perdita delle cellule caliciformi. Come nella colite ulcerosa il morbo di Crohn presenta fasi di remissione o di riacuzie.  Vi è una lieve predilezione per il sesso maschile.

Quali le manifestazioni cliniche?  Quali sono i sintomi delle due patologie intestinali?  Nella colite ulcerosa peculiare è la diarrea ematica con muco, ipertermia, dolenzia addominale, perdita di peso nel corso degli anni, difficoltà nell’evacuazione.  Qualora la patologia sia limitata al retto-sigma la gravità è minore. Invece nei casi gravi o nelle complicanze (megacolon tossico, perforazione del colon, rischio di neoplasie correlato all’estensione e durata della malattia e preceduto da lesioni precancerose). Si possono osservare anche anemia, stato di disidratazione, abbassamento del potassio e dell’albumina al quadro proteico elettroforetico.

Nel morbo di Crohn si possono distinguere due diversi quadri clinici:

1 – Esordio subacuto (70%) in cui l’infiammazione della mucosa si associa ad alterazione dell’assorbimento dell’acqua, elettroliti, proteine, minerali e vitamine.

2 – Esordio improvviso (30%) con una sintomatologia simile a quella di un’appendice acuta o occlusione intestinale, tipo addome acuto. Vi è febbre, perdita di peso, inappetenza, astenia.

Poi la sintomatologia varia a seconda del tratto intestinale. Nella forma più frequente (ileo distale) vi è dolore addominale, dispnea (con o senza aumento di grassi nelle feci), talora anche segni di ostruzione del tenue o si può palpare una massa nella fossa iliaca destra. Qualora venga interessato il colon, oltre al dolore addominale e alla diarrea anche qui (come nella colite ulcerosa) vi è sangue e muco nelle feci, disturbi nell’alvo, tensione addominale. Quando è colpito solo l’ano non mancano mai le fistole e gli ascessi tra canale anale e cute. Anche a livello della bocca possiamo trovare quell’aspetto della mucosa ad “acciottolato romano”, afte, flogosi della lingua, stomatite. Oltre allo stato di disidratazione diarroico che coinvolge come si è detto vitamine e sali minerali (deficit nutrizionali) bisogna non sottovalutare la formazione di fistole entero-enteriche oppure entero-cutanee, oltre alla pollachiuria e disuria vi sono casi che presentano fuoriuscita di feci dalla vagina o dall’uretra. Come fare diagnosi?

Attualmente la rettosigmoidoscopia/colonscopia (con eventuale biopsia) ha quasi completamente soppiantato la tecnica del doppio contrasto del clisma opaco o la radiografia di tutto il tubo digerente; utile invece la radiografia del clisma del tenue nel Crohn (aspetto nodulare, ulcere sia superficiali che profonde, rigidità, l’aspetto acciottolato, stenosi e fistole). Nella colite ulcerosa alla rettocolonscopia si osserva una certa fragilità delle mucose facilmente emorragica, polipi su base infiammatoria (pseudopoliposi), ulcerazioni.

La flogosi come detto, è continua, senza zone indenni.