LA CAPORETTO ECONOMICA E GLI DEI DEL CAPITALISMO ATLANTICO

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UN FILO ROSSO COLLEGA IL PROGETTO DI TECNO-FASCISMO DI OGGI ALLA STAGIONE STRAGISTA DEL SECONDO DOPOGUERRA. PIER PAOLO PASOLINI AVEVA PREVISTO TUTTO.

di Sergio Porta

Le cose corrono veloci, molto veloci. Sta arrivando il razionamento energetico, anticipazione del razionamento alimentare, anticipazione di una più generale economia di guerra già evocata da Draghi il 12 Marzo. Il Green Pass, reso permanente dallo stesso Draghi nel suo nuovo “carattere ordinario” il 17 Marzo, servirà come infrastruttura tecnica per attuare il razionamento. La guerra in Ucraina, preparata e voluta dagli americani che hanno attuato tutte le mosse necessarie per rendere inevitabile l’intervento russo, è destinata a protrarsi per volontà degli americani stessi, i quali infatti stanno sabotando sistematicamente, in questi giorni, ogni possibilità di uscita negoziale.

L’Unione Europea, infiltrata nelle sue strutture apicali da agenti all’ordine del grande capitale finanziario occidentale, cioè americano e inglese, è ridotta a passacarte delle decisioni atlantiste e sta conducendo febbrilmente i popoli d’Europa verso una catastrofe senza precedenti. In preda a un isterismo russofobo grottesco, ma in realtà in esecuzione di un piano politico preciso e mai discusso in nessuna sede democratica, la UE ha contribuito al recente congelamento di 300 miliardi di dollari in conti correnti russi presso banche occidentali. La risposta della Russia a questo vero e proprio atto di pirateria finanziaria è stato, prevedibilmente, quello di non accettare pagamenti in dollari o euro su banche occidentali, che potrebbero essere a loro volta congelati in ogni momento, in pagamento delle loro forniture di gas: se lo volete, lo pagate in dollari/euro su una banca che poi lo trasforma in rubli, ma la banca sta in Russia. Indignati da tanta arroganza, i G7 hanno deciso di rifiutare. Peccato che di quei 7, quattro abbiano importazioni di gas Russo non rilevanti, mentre per tre sarebbe un disastro totale: e peccato che tra questi tre (Italia, Germania e il Giappone) ci siamo anche noi, che pagheremo prima e più di tutti i prezzi di una Caporetto economica che si annuncia drammatica. La quale è, interamente, frutto del vero e proprio tradimento politico delle classi dirigenti Europee e nazionali ai danni delle comunità che dovrebbero rappresentare e difendere.

Né i lockdown, la cui inutilità sanitaria e quindi la cui natura puramente politica è stata certificata in persona da Donato Greco, per più di un anno componente del CTS, né la guerra in Ucraina erano fatti ineluttabili, né necessari, né erano senza alternative. L’una e l’altra sono scelte politiche incomprensibili dal punto di vista degli interessi dei popoli, cioè palesemente suicide. Esecutore locale del programma demolitorio dell’economia nazionale per conto degli Dei anglo-americani, Mario Draghi sta per annunciare, appunto, la distruzione finale della piccola-media impresa italiana, il prosciugamento dei risparmi delle famiglie, in sostanza la transizione via Green Pass dalla democrazia dei diritti al servaggio neo- feudale tante volte profetizzato. L’obiettivo degli Dei, d’altra parte, è sempre stato questo: annichilire e impoverire l’Europa fermando la sua scivolata verso Est, assoggettare i suoi assets al controllo delle grandi imprese multinazionali a trazione iper-finanziaria in capo agli Dei stessi, e trascinarla al cambiamento di paradigma politico per prima, in modo che il mondo intero segua senza fiatare con lo stesso meccanismo sperimentato con la pandemia. Mentre però la Germania già dimostra consapevolezza e la sua borghesia industriale almeno prova a smarcarsi, e mentre l’intero global South si distacca e guarda con interesse al bipolarismo emergente e al nuovo protagonismo Russo-Asiatico, in Italia il Premier sta trascinando al macello una bestia morente.

Morente? Già morta, infatti. Una classe dirigente intellettualmente inetta, incapace quindi di vedere le cose con un minimo di autonomia critica, si accomoda sulla poltroncina con una certa soddisfazione in attesa che la guerra cognitiva messa in campo dal potere finisca di portare all’ammasso i cervelli della nazione, e con essa le speranze e il futuro. Una massa ormai ridotta al punto di vedere cospirazioni ad ogni angolo di strada si perde in grotteschi deliri di commissioni nazionali d’inchiesta sugli interessi russi in Italia. Non riescono a vedere, i poverini, che interessi stranieri determinano effettivamente ogni giorno la politica Italiana fin dallo sbarco in Sicilia del Luglio 1943, organizzato insieme alle mafie. Ma che questi non sono mai stati russi: in Italia sono sempre stati, e ancora sono, americani: americanissimi.

Dopo la fase di formazione e crescita postbellica, questi interessi entrano definitivamente in campo con gli omicidi di Enrico Mattei nel 1962 e di Pasolini ne 1975: i due delitti, entrambi di stampo mafioso come gli altri della lunga scia di sangue che ne seguì, sono collegati: Pasolini fu ucciso mentre stava svelando in “Petrolio” il volto del nuovo potere, che egli rappresenta plasticamente proprio nella transizione dell’ENI da Enrico Mattei a Eugenio Cefis. Fu questo nuovo potere, che produsse la strategia stragista/ golpista/fascista degli anni Settanta in funzione anti-comunista. Era allora l’Italia in posizione molto simile all’Ucraina di oggi, terreno di confine tra i due blocchi contrapposti.

E basta leggere il discorso di Cefis all’Accademia Militare di Modena del febbraio 1972, il Piano di Rinascita Democratica di Gelli e il Great Reset di Klaus Schwab per vedere che il progetto è, mutatis mutandis, sempre lo stesso: cessazione degli stati nazionali in favore di istituzioni tecniche globali/regionali (sul modello della UE), decisione pubblica ricollocata nella grande impresa multinazionale e colonizzazione/asservimento della politica (il “misto” di Cefis/Troya di cui parla PPP in “Petrolio”), costituzione di un esercito sovranazionale con funzioni essenzialmente di intelligence, controllo sociale assoluto attraverso la trasformazione della cittadinanza in servaggio.

In quest’ottica, il Nuovo Ordine Mondiale di Klaus Schwab si può definire in breve come una riedizione delle visioni piduistiche di Cefis/ Gelli aggiornate alla migrazione digitale. Questo progetto eversivo che oggi si sta prendendo il mondo ogni giorno più rapidamente davanti ai nostri occhi, è sostanzialmente il medesimo che ha connotato la vita del Paese fin dal secondo dopoguerra. Serve infatti sempre gli stessi interessi, quelli delle élite finanziarie anglo- americane, rappresentati fedelmente dai governi infiltrati della UE e dell’Italia a trazione PD negli ultimi due anni. E non possiamo neanche sorprendercene: Pasolini questo potere lo vide arrivare mezzo secolo fa, e lo descrisse lapidariamente così nell’Appunto 126 di Petrolio: «i veri fascisti sono ora in realtà gli antifascisti al Potere».

Questo progetto è davvero, essenzialmente, il prodotto di “interessi stranieri” nel nostro Paese. Ma se state cercando gli “agenti di interessi stranieri” in Italia, siate seri: cercate a palazzo Chigi, non negli studi di Byoblu.

Sergio Porta è professore di Urban Design, Direttore dell’UDSU (Glasgow) Direttore del Corso di Laurea Magistrale in Urban Design, ed ex Capo Dipartimento di Architettura.