FRANCESCA ANTONELLI PORTA IN SCENA ANNA MAGNANI

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Magnanima

MAGNANIMA”, IL TRIBUTO A UNA DEA NELL’OLIMPO DEL NOSTRO NEOREALISMO.

Magnanima
Primo piano Francesca Antonelli

Domenica sera al Castello “baciato dal mare” è andato in scena il monologo su Anna Magnani, di e con Francesca Antonelli. Magnanima, è il tributo dell’attrice romana ad una delle attrici italiane più apprezzate nel mondo ma anche una delle personalità più complesse del panorama cinematografico.

Magnanima
Monologo Magnanima – in scena al Castello di Santa Severa

Tagliente, irriverente ed ironica, Anna Magnani non ha avuto una vita e una carriera delle più semplici, la talentuosa attrice interprete di “Bellissima” sapeva arrivare dritta al cuore degli spettatori catturandoli con la sua veracità. Sapeva portare in scena la fragilità e la forza racchiuse nell’animo femminile con tale schiettezza da far male, peculiarità che ha influenzato anche i suoi rapporti personali. Caratteristica però che l’ha resa unica, inconfondibile con la sua capacità di vivere sempre con la massima intensità ogni esperienza, gli amori, le amicizie e le sofferenze, la professione.

“Magnanima è un incontro culturale – ci spiega l’autrice emozionata fuori e sul palco – un omaggio ad Anna Magnani dove racconto, recitando, la sua vita. Anna fu la prima attrice straniera a salire sul palcoscenico del Teatro Pantages di Hollywood per ritirare l’Oscar per La rosa tatuata di Daniel Mann. Ho scelto dei pezzi di Bellissima di Luchino Visconti e Mamma Roma di Pasolini per ricordarvi la Magnani che la gente amava, la mamma disperata, la popolana furente ma capace di far esplodere quei caratteri femminili che tanto peso avevano nella vita di tutti i giorni ma pochissimo spazio poi nello spettacolo”.

Diceva di lei il regista Bragaglia “la Magnani può fare tutto: la dama, l’intellettuale, la maestra d’asilo” A Braga’…l’anno prossimo te faccio Cavour recita la Antonelli, emozionando la platea, svelando il gran cuore dell’attrice capace di fermarsi in piena notte lungo la strada in sostegno di una donna, rabbuiarsi per quanto fa freddo nella vita, come ricorda Giggetto Primavalle, in macchina con lei.

Assistere allo spettacolo, seguire le vicende selezionate dalla Antonelli, ha significato inoltre ripercorrere in una chiave inedita quarant’anni di storia dello spettacolo italiano. Registi come Alessandrini e Rossellini, attori come Paolo Stoppa e Totò, Aldo Fabrizi e Alberto Sordi abbandonano la dimensione divistica per recuperare quella umana e professionale a contatto con lei, protagonista assoluta, anti-diva ai tempi del divismo e comunque “una dea nell’Olimpo del nostro neorealismo, studiato e amato in tutto il mondo”, conclude l’autrice del progetto dedicato alla Magnani.
Superba Francesca Antonelli nell’interpretazione e nel soggetto proposto nella splendida cornice del Castello di Santa Severa.

di Barbara Pignataro