Covid-19: Regioni in primo piano

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spostamenti tra comuni

Didattica a distanza, chiusura centri commerciali nel weekend, trasporti pubblici al 50%.

Gli ultimi dati del report dell’Iss hanno “costretto a prefigurare un nuovo corpus di misure restrittive da adottare prima di mercoledì 4 novembre.
Stiamo tornando a marzo? NO
Il 95% dei pazienti si cura a domicilio con i medici di base sotto stress. Rispetto a marzo negli ospedali i malati non sono ammassati, a rischio solo le terapie intensive. Solo Milano è al 30% della capacità in terapia intensiva e indice di contagiosità alto, dunque verso la chiusura. Il panico è solo in pronto soccorso in quanto le persone sono spaventate e si recano al minimo sintomo. Il filtro saranno i medici di base, con visite domiciliari, cure appropriate, il monito è di chiamare il 118 solo per problemi respiratori.

Misure differenziate, “nel prossimo Dpcm ci saranno tre aree di rischio”
“No ad un regime indistinto sul territorio” spiega il premier. “Il prossimo Dpcm individuerà tre aree corrispondenti a tre aree di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute“. Questi scenari “dovranno tener conto – ha spiegato tra l’altro il premier – dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali”.

A livello nazionale:
– Limite circolazione senza necessità nelle ore serali, torna l’autocertificazione
– mostre e musei, corner e sale scommesse verso la chiusura
– didattica a distanza per le scuole di secondo grado
– limite capienza trasporto pubblico al 50%

E’ stata avviata una richiesta per tamponi molecolari che porterà 250 mila tamponi molecolari al giorno. In questo modo aumenterà lo screening della popolazione italiana fino ad arrivare a 350 mila test al giorno, con uno scenario avverso disporremo anche di personale militare, ha sottolineato il presidente del Consiglio. In parte immediatamente, in parte all’esito di procedure di reclutamento, 453 medici e 867 infermieri militari” – ha spiegato il premier.
Vaccini. “Stiamo elaborando un piano di distribuzione dei vaccini così che quando arriveranno le prime dosi potremo procedere in modo organizzato, secondo un piano ordinato. Ragionevolmente prevedo che favoriremo le fasce della popolazione più fragili e vulnerabili e gli operatori più esposti al pericolo”
“Tra le fasce più vulnerabili il governo considera anche le persone più anziane, sono i nostri cari, i nostri genitori, i nostri nonni che hanno consentito di vivere al nostro Paese il miracolo economico” ha sottolineato Conte indicando, quindi, le persone più anziane come una delle categorie alle quali sarà destinato, fin da subito, il vaccino.