CERVETERI E L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE

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Quanto è elegante la donna etrusca
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La Giornata Internazionale della Donna. 

Mogli, amiche, compagne, madri, eroine e martiri. Donne, alla continua ricerca di uno spazio nel mondo che volge al maschile. La storia riporta tappe significative nella conquista ai diritti in rosa e una giornata è stata istituita per celebrarli tutti, aggiornando via via sui progressi raggiunti in ambito politico, sociale, economico e culturale: è la Giornata Internazionale della Donna e cade l’8 marzo. Quest’anno in Italia i luoghi statali della cultura aprono le porte alle donne con ingresso gratuito nei musei e nei siti archeologici.

Apre le porte alla cultura Gea Copponi, custode della memoria storica dell’Etruria, dai suoi scritti veniamo a sapere che, mentre a Roma si svolgeva il primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane, marzo 1908, a Cerveteri nasceva la prima forma di associazionismo presso la chiesa Madonna dei Canneti dove fioretti spirituali, giardinetti di Maria, rosari e coroncine diventano strumento di aggregazione sociale per le donne con un nuovo interesse comune. Le figlie di Maria non sono madri ma giovanissime, protagoniste nel tempo di molteplici iniziative che coinvolgono l’intera comunità. Sono i primi passi del processo definito emancipazione femminile, associazioni via via formalizzate che di fatto sgretolano le limitazioni imposte da una società a misura d’uomo. Dalle manifestazioni religiose l’associativismo spazia parallelamente in ambito sociale, dalle Figlie di Maria, alle ragazze del teatro, alle ragazze del coro… Tra Largo della Boccetta e piazza Santa Maria Gabriella De Giovanni in Luchetti, Adriana Belardinelli, Claudia Travagliati e Anita Bruschi, Adelmina Ricci e molte altre con loro cambiavano volto al Paese.

Tracce del passato

Imprenditoria femminile

Gambini Elisabetta (fu Verdiano) fotografata nel giorno del matrimonio con Oreste Brandolini nel 1912.                                    Nel 1924 Oreste, trentottenne barbiere parrucchiere, muore; Betta, rimane vedova con i figli Giovanni, Ezio, Marcello e Oreste, non si perde d’animo; si rimbocca le maniche e con sapone, rasoi e forbici continua a fare barbe e capelli al posto del marito, nello stesso negozio (attuale Del Duca) contiguo a quello della Sora Ersilia, vicino alla Porta Civica ed ai bagni pubblici (ora edicola dei giornali). Giovanni detto “Dandolo” e Marcello detto “er barbiere” in situazioni, luoghi e modi diversi hanno continuato a svolgere l’attività dei genitori. Elisabetta si risposò con Cesare Righi capostazione delle FS, da cui nacque Coriolano.

Chissà come avrebbero trascorso la Giornata dell’8 marzo Larthia, Venthuna, Nuzinai, Ramutha o Anthaia. Le donne etrusche dell’antica Caere che senza permesso viaggiavano
in solitaria, si depilavano, amavano e godevano appieno dei piaceri della vita. Lo raccontano i tanti reperti recuperati, donne autonome per diritto naturale dato che nessun oggetto parla di lotte, cortei e quote rosa. Bensì, le iscrizioni rinvenute sugli oggetti di uso quotidiano indicano donne intraprendenti al punto da dare scandalo fuori dall’Etruria!