Cercando la magia del Natale

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magia del natale

È Natale è tempo di pubblicità…

«A Natale puoi…
Nessun torrone, nessun panettone, nessun albero di Natale in TV. Che fine hanno fatto le pubblicità che invitavano alla festa, ricordando il calore di una famiglia raccolta, di un abbraccio e tanta voglia di dolcezza?
Non ci sono e ci si chiede il motivo dell’assenza del clima di magia che gli Italiani vivono a dicembre. Abituati agli spot natalizi già da fine ottobre l’assenza di pubblicità quest’anno incuriosisce. Panettoni e pandori sistemati sugli scaffali al supermercato si vedono ma non l’atmosfera di festa che scalda il cuore.

La domanda è “lo spot natalizio in anticipo risponde a una domanda del pubblico o la genera? Naturalmente – spiegano gli esperti – la pubblicità serve a generare la domanda, perché dove la domanda già c’è, la pubblicità serve a poco. Allora, si può pensare che sempre di più la pubblicità vuole regolare i nostri ritmi di vita proponendo non solo un prodotto da comprare ma anche uno stile di vita da assumere, per essere tutti uguali e comprare tutti le stesse cose. Già a novembre viviamo il Natale nella pubblicità perché dobbiamo avere voglia di panettone, regali e cenoni: così la pubblicità controlla le nostre vite”. Se questa tesi si reputa valida è naturale chiedersi su quale stile di vita vogliono condurre gli Italiani nel 2020.

Non solo celebrazione mediatica del Natale.
Perché togliere le radici in un Paese che considera il Natale la massima festa religiosa.
Piano piano, dall’eliminazione dei crocifissi nelle aule allo smantellamento delle certezze del Cattolicesimo, si riflette su cosa resta per chi sopravvive al virus che prepotente si è presentato in Italia da dicembre scorso. A quasi un anno dal sua conoscenza si fanno i conti su quanto è mutato nel modo di vivere e pensare, cosa rimane della nostra identità nazionale così come della singola essenza. Un gomito, un pugno come segno di saluto, nessun contatto fisico solo una maschera a coprire il sorriso.
Eppure non è la prima malattia che colpisce l’umanità, nemmeno la più letale.
Eppure in suo nome si è pronti ad un cambiamento estremo, si impone e si accetta l’impensabile.
Eppure nella sofferenza ci si stringeva forte.
Il Natale sa da sempre regalarci un momento magico e irripetibile, carico di calore e suggestione. Maggiormente quest’anno non lasciarlo andare via».
M.M