Catcalling: cos’è e perchè se ne parla ora?

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Catcalling: «Puoi rispondere no grazie… ma anche spaventarti a morte»

Per l’Accademia della Crusca il termine catcalling indica la “molestia sessuale, prevalentemente verbale, che avviene in strada”. Una parola salita alla ribalta dopo un recente post Instagram di Aurora Ramazzotti, che denunciava di esserne vittima. In origine il termine inglese indicava il lamento notturno dei gatti, un verso che nel Settecento veniva imitato dal pubblico in teatro e che serviva per criticare gli attori sgraditi.

Oggi viene usato per indicare vere e proprie molestie verbali, come informa anche studiocataldi.it, consistenti in apprezzamenti più o meno volgari, fischi, gesti o versi rivolti nei riguardi della vittima nonché battute a sfondo sessuale, inseguimenti ed offese concernenti l’aspetto fisico. In pratica, il catcalling si può identificare in una forma di bullismo, con la differenza che mentre quest’ultimo avviene ovunque il catcalling viene posto in essere in strada da persone sconosciute e rivolto a chiunque. Anche se solitamente le vittime sono le donne. La tendenza sembrerebbe essere quella di sottovalutare il fenomeno ma alle vittime tali apprezzamenti suscitano rabbia, impotenza, disagio fino al senso di colpa. Come se il motivo per il quale avviene la molestia dipendesse dalla propria condotta. Il catcalling, avvertono gli esperti, rivela una scarsa stima della donna, che viene assimilata a oggetto del desiderio o diventa bersaglio di frasi sessiste e volgari.

Una vera molestia sessuale, a sancirlo il Parlamento Europeo che con la risoluzione del 2017 sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali definisce la molestia verbale una forma di violenza sessuale. Per questo in molti Paesi le molestie di strada sono considerate reato. Sopratutto in Francia.

Potrebbero sfociare in condotte criminose quali lo stalking, l’aggressione e lo stupro. Il catcalling potrebbe essere inquadrato nella fattispecie di cui all’art. 660 del Codice Penale, che disciplina la contravvenzione di molestia o disturbo alle persone. La norma punisce con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a €.516,00 chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o altro biasimevole motivo, reca a taluno disturbo o molestia. Difficilmente allo stalking dato che questo reato scatta solamente in presenza di molestie ripetute in un breve arco di tempo, a condizione inoltre che la vittima subisca un pregiudizio concreto (ansia, timore per la propria incolumità, cambio di abitudini) dalle stesse.

Dopo il video sul catcalling Aurora Ramazzotti risponde inoltre ai tanti commenti ricevuti dopo la pubblicazione puntando il dito sulle risposte di alcune donne. “C’è anche chi dice che sono solo complimenti, oppure ‘se non lo facessero più mi dispiacerebbe”. E infine la risposta a chi le ha detto di non essere abbastanza bella per ricevere complimenti: “Se anche le cozze ricevono commenti sessisti vuol dire che il problema merita di essere risolto”, conclude ironicamente.

É il dibattito del momento, in Italia e nel mondo. Tanti personaggi pubblici si sono espressi sul tema. “Se è un complimento, allora dillo alla tua fidanzata all’altare e vediamo come finisce il matrimonio. Per piacere amico: la prossima volta che senti il bisogno di urlare schifezze, fallo rivolto alla luna e se non sai tener ferma la lingua lecca il muro. Cordialmente, io e tantissime donne italiane”
La lettera di Luciana Littizzetto contro il catcalling.
Il video