CAMPO DI MARE RIAFFIORA LA STORIA SOTTO LE ONDE

0
369
campo di mare

AD APRILE GLI SCAVI DELLA SOPRINTENDENZA PER RIPORTARE ALLA LUCE I RESTI ROMANI MENTRE A LADISPOLI C’È UNA NECROPOLI IN BALIA DELL’EROSIONE.

Sarà un aprile di cantieri per cercare di “tirare a lucido” la villa imperiale di almeno duemila anni fa nascosta sotto al mare. Nascosta fino a un certo punto perché già a marzo del 2021 alcuni sub avvistarono una colonna di marmo oltre a capitelli non proprio in profondità per via dell’erosione.

Così per ritirare fuori la storia sotto la sabbia di Campo di Mare ci sono voluti 3 anni tondi tondi affinché la Soprintendenza riuscisse a ottenere dei finanziamenti dal Governo per le operazioni. E il comune cerveterano ha firmato un’ordinanza comunale per consentire agli addetti di iniziare questo lavoro suggestivo. Il nuovo cantiere archeologico verrà inaugurato nella parte tra lo stabilimento balneare “Ezio alla Torretta” e l’oasi naturalistica della palude Torre Flavia. La struttura circolare avrebbe un diametro di almeno una cinquantina di metri. Gli esperti la attribuirebbero ad un padiglione di una villa imperiale completamente insabbiata.

Per questo motivo – si legge nel provvedimento del Granarone – la Soprintendenza ha ottenuto i fondi necessari per procedere con dei lavori di scavo subacqueo, di rilievo e di restauro delle parti lignee e murarie che si sono conservate fino ad oggi.

«Per consentire il corretto svolgimento dei lavori di scavo subacqueo e dei rilievi necessari – chiarisce Gubetti -, oltre che il passaggio in sicurezza di tutte le attrezzature subacquee che verranno utilizzate, è stato disposto il divieto di accesso, in tutta l’area, a persone o animali domestici, anche se tenuti al guinzaglio, per tutto il mese di aprile. O comunque fino al termine delle operazioni, qualora queste non si concludessero entro i termini stimati».

Il divieto di accesso in mare coinvolge un tratto che ha un raggio di almeno 250 metri di fronte alla fascia posta sull’arenile che verrà puntualmente segnalata. La notizia viene seguita con particolare attenzione anche dai cittadini.

Non è da escludere possa essere una vasca di epoca romana destinata alle culture ittiche ma solo nei prossimi giorni se ne saprà di più. I “tesori” saranno gli osservati speciali delle Belle Arti che presto torneranno in azione per monitorare e studiare da vicino queste edificazioni affascinanti che probabilmente tracciavano la linea di costa ora coperta dal mare. Erano comunque destinate a triclinio estivo o comunque a luogo di svago, posto in corrispondenza di una peschiera o di apprestamenti a mare. Le antiche tracce della civiltà romana sommerse a pochi metri dalla spiaggia erano uscite fuori a marzo del 2021 con una colonna dal peso di 15 chili trascinata fino a riva grazie ad una ruspa. Le operazioni sull’arenile di Campo di Mare erano state coordinate dalla Soprintendenza di Viterbo e dell’Etruria Meridionale (che sull’argomento non ha voluto al momento dire nulla) con la sinergia della Capitaneria di porto di Ladispoli e della Polizia locale di Cerveteri.

Gli scheletri di Palo. In questi anni è accaduto altre volte che spuntassero fuori dei reperti. Sempre affascinante il litorale nord quando riporta alla luce i suoi tesori. In questi anni è accaduto spesso ad esempio a Ladispoli, nel tratto costiero di Palo Laziale. Sotto alle dune mediterranee, complice il fenomeno erosivo che continua a preoccupare inghiottendo molte zone del lungomare, sono emersi i resti degli antichi romani sepolti nelle tombe a Cappuccina. Uomini, donne ma anche animali, come nel caso di cani e cavalli a fianco ai loro padroni. In piena estate, nell’agosto del 2017, nei pressi del bunker di Palo risalente al periodo post bellico, riaffiorò un altro scheletro a pochi metri da chi prendeva tranquillamente il sole. Carabinieri, guardia costiera e delegati comunali, in stretto contatto con la Sovrintendenza, intervennero per delimitare l’area scoprendo che i turisti si erano portati via la mandibola come souvenir. L’arenile diventò una specie di set cinematografico registrando un via vai incessante di villeggianti. Senza dimenticare le magnifiche scoperte romane sotto al Castellaccio dei Monteroni rispolverate nel 2016.