A Santa Marinella chiedono l’apertura del mercato

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“SULLA CHIUSURA DEL MERCATO, L’AMMINISTRAZIONE TORNI SUI SUOI PASSI”

“Abbiamo appreso con sconcerto le decisioni che il sindaco Tidei avrebbe maturato in ordine alla chiusura del mercato cittadino, a fronte della situazione sanitaria derivante dal Covid-19. Premesso che, sul tema, già si era manifestato un preciso pensiero, quando a maggio fu decisa la chiusura del mercato settimanale, non possiamo che tornare a ribadire la nostra contrarietà a quanto prospettato al riguardo.

Se, da una parte, ci si appella ad una presunta tutela della salute dei cittadini, dall’altra, però, quello che appare più corrispondente alla realtà, sembra essere una possibile incapacità dell’amministrazione, di adottare altri provvedimenti più rispondenti sia alla predetta ed indiscussa finalità (al netto di quelle che potrebbero essere le riflessioni, magari da riservare ad altre sedi, sulla corretta interpretazione dei dati epidemiologici ed alla gestione generalizzata, a livello nazionale, dell’attuale situazione), sia, però, anche alle  stringenti necessità delle persone e degli stessi operatori commerciali, in un giusto e ponderato bilanciamento di interessi: avere salvaguardato un importante momento della vita “quotidiana”, per i primi, e veder tutelato il proprio lavoro da parte dei secondi, soprattutto in un momento di profonda crisi, sociale ed economica, come quella che stiamo vivendo e con tutti i rischi ad essa collegati (povertà, perdita di lavoro, infiltrazioni criminali, etc.).

Quello che sembra sfuggire, infatti, è che sarebbero potute essere diverse le soluzioni alternative, soprattutto quando, fino ad oggi, paiono esser mancate quelle più elementari (ad esempio, presenza permanente di una pattuglia di Polizia Locale, facilitata, peraltro, dall’unificazione del mercato in un unico luogo, che sarebbe stata utile anche per regolamentare la viabilità veicolare che risulta spesso ingolfata nel giorno di mercato; per non scordare il tanto decantato piano anti-terrorismo, su cui pure occorrerebbe riportare l’attenzione, attesi i recenti accadimenti internazionali).

Sempre a titolo esemplificativo, si sarebbe potuta valutare una eventuale alternanza dei banchi per categoria merceologica (ad esempio un giorno i viveri ed un altro i prodotti casalinghi/floreali/abbigliamento), o a ritornare ad una predisposizione diversificata degli stessi in due siti diversi, oltre, naturalmente, al contingentamento, magari nella fascia oraria statisticamente di maggior affluenza, degli avventori, al transennamento degli spazi, al distanziamento dei banchi.  Il tutto, monitorato anche con la collaborazione della categoria degli operatori commerciali e l’ausilio dei volontari della Protezione Civile.

Perché, se a S. Marinella la situazione è davvero così grave, e la decisione conseguente così drastica, ci domandiamo perché a Roma, ad esempio, che conta– inutile ricordarlo- circa tre milioni di abitanti, con un rischio di contagio evidentemente superiore, i mercati rionali funzionino regolarmente, sebbene essi, a differenza di quello santamarinellese, si svolgano addirittura in luoghi chiusi o semi-aperti. Ci auguriamo che, chi di dovere, ritorni sui suoi passi, dimostrando che il suo “saper fare” non sia stato solo uno slogan elettorale o che, nei fatti, non si traduca solo in un “saper chiudere”.
Cons. Francesco Settanni
Avv. Marco Valerio Verni