Nel labirinto della cocaina

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Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Sia tra i giovani studenti delle scuole superiori che negli adulti tra i 20 ed i 40 anni vi è un costante aumento di abuso di cocaina e di altre sostanze psicostimolanti.

Vale per gli uomini come per le donne.

Da un ventennio assistiamo all’assunzione di più droghe assieme, ossia assunte contemporaneamente, con effetti farmacologici diversi. Jack H. Mendelson, professore di psichiatria presso l’Harvard Medica School (USA), uno dei massimi esperti in materia, ha studiato a fondo questo fenomeno: l’abuso plurimo di droghe, in forma combinata, quali l’eroina e cocaina per via endovenosa.

Una pratica devastante dalle conseguenze non farmacologicamente sommatorie.

Si è notato che coloro che abusano di una sostanza cercano di attenuare gli effetti che provoca con un’altra. La cocaina  da eccitazione? L’eroina e l’alcol la contrastano, ne attenuano i sintomi.

In altri casi una droga viene utilizzata in modo opposto, per aumentare gli effetti di un‘altra.

E’ il caso dei farmaci ansiolitici o ipnoinducenti (favorenti il sonno) quali le benzodiazepine con il metadone. L’uso combinato di più droghe accentua le complicanze nei pazienti con malattie cardiovascolari, sia congenite che acquisite, oltre ad aumentare in tutti il rischio di HIV, dovuta in gran parte alla immunodepressione che queste droghe comportano.

Lo scambio di siringhe tra i tossicodipendenti nell’utilizzo contemporaneo di cocaina e oppiacei è comune nei drogati con HIV.

Una pratica chiamata “speedball” (pallina che passa veloce). Concentriamoci sulla cocaina.

L’utilizzo cronico provoca un ampio ventaglio di malattie che vanno da quelle polmonari alle disfunzioni riproduttive (Harrison – Medicina Interna – 2005).                                            Quali sono gli effetti della cocaina?  Psicostimolanti, eccitanti ma anche vasocostrittivi. Le conseguenze comportamentali sono diverse a seconda della somministrazione della droga: per via orale, intranasale, inalata con il fumo di sigaretta (pirolisi), endovenosa. Il soggetto  si sente gratificato quando assunta in piccole dosi. Questo effetto sembra dovuto all’azione svolta sui neuroni dopaminergici (nelle sinapsi la cocaina aumenta le contrazioni di dopamina, noradrenalina e seratonina) a livello cerebrale (sistema mesolimbico). La droga comporta però dipendenza, necessita di assumerne in dosi sempre maggiori e in tempi più brevi. Dopo aver inalato con il fumo la cocaina si verificano cambiamenti di umore con aumento della capacità sensitiva entro pochi minuti raggiungendo il picco dopo 10-20 minuti. La cosiddetta cocaina da strada (“free base”), compresa quella preparata  con sodio bicarbonato (“crack”), è divenuta molto diffusa per la sua notevole rapidità di azione (da 8 a 10 secondi dopo aver fumato). Come già detto nello “speedball” l’eroina attenua la disforia (“crash”) post cocaina e rimpiazza l’eccitazione della stessa (“high”) riattivando l’uso precedente da eroina bloccata dal metadone. Per disforia si intende un’instabilità emotiva con senso di malessere, stato ansioso, talvolta anche scatti d’ira. La cocaina provoca una stimolazione dose dipendente con aumento del tono dell’umore, tachicardia, ipertensione arteriosa, aumento della temperatura. Dosi più consistenti possono provocare una crisi ipertensiva uno stato di febbre elevata (iperpiressia) davvero letali. Vi è un potenziamento del sistema nervoso autonomo simpatico (adrenalina, noroadrenalina) in quanto la cocaina inibisce la ricaptazione di queste catecolamine a livello delle terminazioni nervose adrenergiche.   Gli effetti euforici sono però di breve durata perché l’emivita plasmatica della sostanza è di circa 45-60 minuti (i metaboliti son escreti con le urine). I cocainomani cronici fanno ricorso alla droga con una frequenza pari a 2-3 volte in un’ora.

Quando poi bruscamente scompaiono gli effetti della droga (gratificazione)compare la disforia, quello stato di malessere che viene attenuato dall’assunzione di alcol (utilizzato anche per mitigare l’eccitazione eccessive). Cocaina ed alcol in associazione sono un “coctail” micidiale.

L’etilcocaina è una metabolita della cocaina in cui si sommano gli effetti cardiovascolari con conseguenze spesso drammatiche.                                                                                  E’ ancora. La cocaina da sola può provocare decessi per aritmie cardiache, depressione respiratoria (insufficienza respiratoria acuta) e stati convulsivi epilettici. I cocainomani sono coloro che vanno più facilmente incontro ad ictus o emorragie cerebrali per rallentata perfusione dell’encefalo. Il crack inalato può sviluppare severe patologie polmonari e anche necrosi a carico del fegato.

La cocaina stimola la libido? All’inizio si ma l’uso cronico riduce il desiderio sessuale. Ginecomastia ed impotenza non sono rare negli uomini e regrediscono solo molto tempo dopo dalla sospensione della droga. Nelle donne cocainomani sia la galattorrea (fuoriuscita spontanea di latte dalle mammelle) che i disturbi mestruali sono di comune riscontro. La prolattina, la PRL, è sempre aumentata perché la cocaina stimola l’ipofisi anteriore a produrne di più.

Soprattutto il crack nelle donne in gravidanza comporta un aumentato rischio di malformazione fetali e di malattie cardiovascolari a carico del neonato. Jack H. Mendelson ho poi descritto molto bene le conseguenze psichiatriche dovute alla droga: idee paranoidi, allucinazioni uditive e visive simili a quelle dovute  all’alcolismo.                                        Concludendo si può asserire che la cocaina comportando dipendenza porta chi ne fa uso in un labirinto senza via di uscita. Non se può più fare a meno, si è incapaci dal non assumerla con, anzi, un uso compulsivo a ripetizione.

Nancy K Mella, professoressa di psicologia presso lo stesso istituto di Mendelson, ha insistito molto sul cosiddetto “crasching” ossia una forma di grave depressione nei cocainomani con spesso conseguente tendenza al suicidio.