L’insufficienza renale cronica (IRC)è dovuta alla perdita progressiva, irreversibile della funzione renale.
Nella medicina di base essenziale sono gli esami ematochimici: azotemia, creatininemia, clearance della creatinina, elettroliti (sodio, potassio, fosforo, calcio), emocromo completo. Si va dalla normalità (Stadio 1 con valori di filtrazione glomerulare, VFG, superiori a 90 ml/min/1,73 m2) alla lieve riduzione moderata (Stadio 2, VFG compreso tra 89-60), alla riduzione moderata (Stadio 3, VFG 59-30),alla grave riduzione della funzione renale (Stadio 4, VFG 29- 15) fino all’insufficienza renale terminale (Stadio 5, VFG inferiore a 15).
Quali sono le cause di questa grave condizione patologica?
Solo il 10% è dovuto a nefropatie ereditarie. Nella stragrande maggioranza dei casi è dovuta al diabete mellito (nefropatia diabetica) e all’ipertensione arteriosa (nefrosclerosi ipertensiva) entrambi fuori controllo terapeutico. Da non sottovalutare le glomerulonefriti, il rene policistico, la nefrite interstiziale (compreso la nefropatia da analgesici, le pielonefriti. La malattia renale terminale (Stadio 5) la si riscontra tra il 15 ed il 20% dei pazienti affetti da IRC. Non vi sono farmaci efficaci veramente la progressiva, cronica perdita di nefroni urinari. Ci si avvale di uno schema dietetico (una volta veniva chiamata “dieta Monastero”) “generico” al fine di rallentare l’evoluzione del processo degenerativo. Almeno fino a quando il valore della clearance della creatinina risulti inferiore ai 15-10 ml/min.
In questo severo 5 stadio (insufficienza renale terminale) con compromissione di tutto l’organismo (apparato cardiovascolare, emopoietico, gastroenterico, respiratorio, endocrino, sistema nervoso) ossia multisistemico si ricorre alla terapia sostitutiva con la dialisio trapianto renale. La dieta, assieme al controllo dei valori pressori, glicemia, deve evitare di arrivare allo Stadio 4 in cui è molto alta la ritenzione azotata e sono presenti alterazioni mietaboliche.
Quali sono i consigli dietetici utili?
Non si può mangiare tutto quello che si vuole (dieta libera). Basilare è la riduzione dell’apporto proteico (carne, insaccati, uova, pesce, latte, uova etc) o 0,7 – 0,8 gr pro Kg/die. E’ consigliato l’uso della soia (proteine ad alto valore biologico). E’ altrettanto importante un apporto calorico ridotto fino al raggiungimento (e soprattutto mantenimento) del peso ideale.
I carboidrati (pane, pasta, pizza etc.) dovrebbero costituire ben il 60% di calorie totale (un po’ meno nei diabetici.
Lipidi (grassi totali) il 25-28% delle calorie totali, prediligendo quelli monoinsaturi e poliusaturi rispetto ai grassi saturi.
Il colesterolo totale andrebbe ridotto a 50-100 mg al giorno. Il sodio dovrebbe essere molto basso, compreso tra gli 800 – 900 mg/die. E’ consigliata l’assunzione di fibre vegetali tra i 30-40 gr/die (Schema dietetico di Gugliucci 2021. Dal Sintomo alla Terapia Medica).
La correzione degli squilibri idro-elettrici(1 e 2 Stadio, poliuria; 3 Stadio oliguria con ritenzione idrica ed iposodiemia; 4 Stadio marcata oliguria e iposodiemia, iperkaliemia, ipocalcemia, iperfosforemia) è di stretta competenza specialistica .
L’anemia, normocromica – normicitica, compare quando la creatininemia ematica è tra i 2-4 mg/die. E’ dovuta alla diminuzione di eritropoietina ed allo mieloinibizione da tossine uremiche.
L’ipertensione arteriosa rappresenta una complicanza importante nella maggior parte dei casi di IRC. Necessità di un trattamento adeguato al fine di ridurre il rischio di ictus e di cercare di rallentare la progressione della malattia renale. Nei pazienti con nefropatia diabetica e in coloro senza diabete ma con proteinuria importante (superiore a 1gr/die) gli Ace-inibitori hanno una certa efficacia. Poi il sovraccarico di volume renale rende necessario l’impiego di “diuretici dell’ansa (tipo furosemide) GFR 30 ml/min cui si associano i Beta-bloccanti in caso di mancata risposta.
L’anemia può essere corretta con la somministrazione di eritropoietina umana ricombinante (iniezione sottocute 1-2 volte a settimana). L’iperfosofremia e l’iperkalemia, oltre alla dieta, necessitano di un trattamento specifico.
Il diabete mellito vanta un ruolo pari a quello dell’ipertensione arteriosa e alla restrizione dietetica nella velocità di progressione dell’insufficienza renale.

Aldo Ercoli
Aldo Ercoli


































































