IDENTITÀ DIGITALE, MONETA DIGITALE E SISTEMI AVANZATI DI ANALISI DATI BASATI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
Entro febbraio 2027 tutti i documenti della Pubblica Amministrazione dovranno essere disponibili anche in formato digitale all’interno dell’It.Wallet, il portafoglio digitale integrato nell’app IO: così è stato stabilito con un DPCM firmato dal governo italiano lo scorso 18 febbraio. Dunque l’IT Wallet tra meno di un anno diventerà pienamente operativo. Questo sistema trasferirà l’identità digitale e i documenti ufficiali direttamente sullo smartphone, garantendo loro lo stesso valore legale dei corrispettivi fisici.
Si tratta di un ennesimo provvedimento passato in sordina, senza discussione né parlamentare né pubblica, senza annunci, senza clamore mediatico malgrado esso costituisca un fondamentale tassello nella costruzione della gabbia digitale in cui stanno imprigionando i cittadini.
In Italia di tutto si parla, su tutto si discute, su tutto si fa polemica, tranne che sulla transizione digitale che trasforma radicalmente la nostra società, i nostri diritti,impattando significativamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo. Su questa profonda trasformazione domina il silenzio parte dei media e della politica a cui fa seguito l’indifferenza dell’opinione pubblica.
Lanciato nel 2024, l’IT-Wallet, è una sorta di green pass all’ennesima potenza e non a caso del GP sfrutta la stessa infrastruttura tecnologica. Attualmente su IT Wallet si possono caricarepatente di guida, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità. Con il DCPM firmato il 18 febbraio scorso potranno essere integrati tutti i documenti della PA compresa la tessera elettorale digitalee, successivamente, la carta d’identità elettronica (CIE) e certificati di titoli di studio.Secondo le rilevazioni aggiornate a febbraio 2026 sono ben 10,1 milioni gli italiani che hanno attivato IT Wallet sull’app IO, per un totale di 17,3 milioni di documenti digitali caricati. Sono numeri che indicano l’incoscienza di larga parte degli italiani rispetto ai rischi connessi alla metamorfosi digitale dell’esistenza.
L’IT Wallet è sviluppato per essere compatibile con l’EUDI Wallet (European Digital Identity Wallet), consentendo l’uso dei documenti digitali in tutta l’Unione Europea.
Entro la fine del 2026, il panorama digitale europeo non sarà più una somma di iniziative nazionali, ma un ecosistema integrato e centralizzato, definito da tre pilastri fondamentali: il Portafoglio dell’Identità Digitale Europea (EUDI Wallet), l’Euro Digitale e l’applicazione dei Sistemi Avanzati di Analisi Dati (Intelligenza Artificiale). Stiamo parlando di sistemi digitali integrati e interoperabili che collegano identità, pagamenti, accesso ai servizi e gestione dei dati. Le finalità dichiarate sono accattivanti, “Sovranità digitale” ed efficienza burocratica, ma al contempo non sfugge il fatto che al di là delle buone intenzioni, si sta implementando una mastodontica infrastruttura di sorveglianza digitale di massa.
In base al regolamentoeIDAS 2.0 tutti gli Stati membri entro novembre 2026 dovrannooffrire ai cittadini l’EUDI Wallet, (European Digital Identity Wallet),un portafoglio digitale in cui i cittadini europei potranno conservare e presentare credenziali digitali verificate.Il sistema permetterà di utilizzare lo smartphone per dimostrare identità, qualifiche professionali, titoli accademici, patente di guida e altri attributi certificati. Non obbligatorio, almeno per ora, ma dipenderà dalla capacità di resistenza degli europei nel rifiutarlo affinché una consuetudine diffusa non si trasformi in obbligo.
Questo “wallet” non sarà un semplice archivio di documenti, ma un sistema interoperabile in grado di collegare la nostra identità digitale a servizi pubblici e privati in tutta Europa: dai contratti bancari alla patente, dalla sanità ai viaggi.
Parallelamente, il progetto dell’Euro Digitale avanza spedito, con il 2026 come anno chiave per la sperimentazione avanzata. L’euro digitale è definito dalla BCE come denaro contante elettronico, emesso dalla banca centrale (CBDC,Central Bank Digital Currencies) e destinato a integrare, non sostituire, le banconote. In realtà le CBDC hanno ben poco in comune con il contante dal momento che differenza del contante la moneta digitale non è anonima e soprattuttopuò essere programmabile e condizionabile con limitazioni su luogo, tempo e beneficiario del pagamento. Ci assicurano che non sostituirà il contante ma lo affiancherà. Siamo certi che nessun governo europeo renderà obbligatori i pagamenti con euro digitale per poter detrarre le spese nella dichiarazione dei redditi? Io non ci metterei la mano sul fuoco.
I Sistemi Avanzati di Analisi Dati basati sull’Intelligenza Artificiale costituiscono l’anello di congiungimento che tiene insieme EUDI Wallet ed Euro Digitale, che nel 2026 entrano nel vivo dell’applicazione dopo l’entrata in vigore dell’EU AI Act.
Gli algoritmi permettono di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, la sorveglianza digitale può trasformarsi in “sorveglianza predittiva” mentre l’analisi dei dati di transazione dell’euro digitale, incrociata con i dati di localizzazione e l’identità dell’EUDI Wallet, può creare profili dettagliati dei cittadini. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio “intelligente” della conformità normativa può portare a un ambiente in cui ogni azione è valutata, categorizzata e memorizzata.
Nel giro di pochissimo tempo si stanno dunque sviluppando queste tre infrastrutture digitali, identità digitali interoperabili – denaro digitale, piattaforme di analisi dati legate all’IA – come parti di un’unica mastodontica architettura digitale. Un sistema eccellente per il monitoraggio, il controllo capillare e il condizionamento dei nostri stili di vita con il quale il Potere sta realizzando – in nome della sicurezza, dell’efficienza amministrativa e l’innovazione economica -una gabbia digitale perfetta, dove la trasparenza è imposta al cittadino e l’opacità è riservata al controllore.


































































