I SOLDATINI OBBEDIENTI

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Le regole son regole, e vanno rispettate.

Una notte di quell’oscuro novembre 2021 quando vennero spalancate le porte dell’inferno e tutti i demoni si riversarono nel Belpaese, un uomo di 80 anni, affetto da deficit cognitivo e che camminava con due stampelle, saliva su un treno alla volta della sua terra natia, la Sicilia. Era munito di regolare biglietto, ma senza marchio verde. Poco dopo uno zelante controllore lo fece scendere dal treno. L’anziano, confuso, si metteva in cammino lungo i binari. Veniva travolto da un convoglio merci che lo trascinò fino ad una galleria, dove il suo corpo, oramai privo di vita, venne ritrovato.

La notizia finì nei trafiletti di cronaca. 61 anni, questa l’età del controllore. Un’età in cui saggezza e pietas avrebbero dovuto suggerire alcune riflessioni: quell’anziano, che avrebbe potuto essere suo padre, aveva la forza fisica e mentale necessaria per raggiungere un riparo sicuro in cui trascorrere la notte? Ma “le regole son regole, e vanno rispettate”. E il soldatino obbediente esegue gli ordini, non li discute.
D’altra parte, non eravamo in “guerra” contro un nemico?
D’altra parte, “chi non si vaccina, si contagia muore o fa morire gli altri”. Non lo diceva l’amico ubriaco al bar, lo aveva detto il Migliore. E nessuno lo aveva contradetto.
D’altra parte, i non vaccinati sono “delinquenti”, “traditori”, “disertori” che andrebbero fucilati o “sfamati con il piombo”, “sorci” meritevoli di morte e deportazione. Lo dicevano e lo ripetevano, non dei pazzi usciti dal manicomio criminale, bensì virologi, politici, giornalisti, personaggi del mondo della cultura.
D’altra parte, la magistratura non aveva trovato nulla da obiettare di fronte a tali esternazioni rilanciate da tutta la stampa nazionale.
D’altra parte, la discriminazione dei non vaccinati non era forse necessaria per proteggere i “fragili” dal letal morbo come diceva la Tv?
D’altra parte, le forze dell’ordine non colpivano con gli idranti i portuali di Trieste che protestavano pacificamente contro il Green Pass?

D’altra parte, non era la “Scienza” ad avallare la furia alla vaccinara? Ora quel controllore è a processo per presunto abbandono di incapace. Certo, se avesse avuto l’accortezza di avvertire la polizia ferroviaria e i servizi sanitari della presenza di un anziano senza marchio verde, adesso non si troverebbe nei guai e l’azione DISUMANA – quella di discriminare un non greenpassato – non avrebbe avuto alcuna risonanza mediatica (Mario Giordano ha dedicato alla vicenda un bellissimo articolo su La Verità) e sarebbe rimasto uno dei tantissimi episodi di DISUMANITÀ in nome della scienza.

Un tale evento, pur nelle sue estreme conseguenze, resta un esempio dell’abisso di infame disumanità in cui siamo precipitati in questi due anni e mezzo. Uno dei tanti in cui abbiamo visto all’opera volenterosi carnefici, soldatini obbedienti e una grande massa di indifferenti. Se non faremo i conti con questo orrore non torneremo mai più ad essere davvero umani. Tuttavia, è evidente che non ci sia alcuna volontà in questo senso. Anzi, segnali inequivocabili indicano che il Biopotere non intende arretrare di un passo, ma piuttosto condurre le popolazioni nel fondo più fondo del disumano e del transumano.

Il governo ancora continua a diffondere la bufala dell’elisir salvifico. G20 Meloni: “Covid superato grazie a vaccini e personale sanitario”. Ancora non sono state abolite le multe per gli over 50 non vaccinati. Ancora la misura vessatoria del Green Pass viene mantenuta nelle RSA. Nel frattempo, l’ordine dei medici di Torino ha iniziato ad inviare ai medici non vaccinati un questionario atto a testarne la fede vaccinale: una sorta di schedatura preliminare di istruttorie volte ad un’operazione di “epurazione”?

Il mondo accademico negli ultimi giorni si è distinto per il boicottaggio da parte all’istituto Superiore di Sanità e del Politecnico di Torino contro il congresso, “POLI-COVID-22: salute, scienza e società alla prova della pandemia”. Il congresso multidisciplinare con relatori autorevolissimi come John Ioannidis, Peter Doshi, Tom Jefferson, Sunetra Gupta si sarebbe dovuto tenere presso il Politecnico di Torino. Ma l’ateneo all’ultimo momento – come un bravo soldatino obbediente alla linea oscurantista imperante- ha revocato il patrocinio, preceduto dall’improvvisa defezione, a sole due settimane di tutti i relatori dell’ISS e dell’ex CTS.

La motivazione? Il convegno avrebbe dato spazio a punti di vista diversi sulla pandemia. Tuttavia, nonostante la censura, anzi proprio a causa della censura, il convegno si è fatto comunque. In altra sede ma con tutti i relatori internazionali previsti. Una vicenda che conferma che ancora oggi di quello che è successo negli ultimi tre anni non si può e non si deve parlare affinché l’agenda disumana e transuma prosegua senza intoppi.

I leader mondiali riuniti a Bali per il G20 hanno infatti partorito un testo che la dice lunga sul futuro che ci attende. Teniamo presente che il G20 è stato preceduto dal B20 (dove è intervenuto l’onnipotente Shwab) forum ufficiale del G20 con la comunità imprenditoriale globale. Dal B20 partono le “raccomandazioni” al G20, e i rappresentanti nazionali, accolgono o meglio eseguono. Dal suddetto testo risulta evidente che i soldatini obbedienti del G20 prevedono altre pandemie, dicono che il covid non è finito, che il totalitarismo sanitario deve proseguire sotto l’egida dell’OMS, parlano di vaccini mRna come non ci fosse un domani e di una sorta di green pass permanente e universale. O meglio di un sistema di controllo dei viaggi internazionali vincolati a soluzioni digitali e non, inclusa la prova della vaccinazione.

Detto in sintesi, un sistema di sorveglianza globale che inizia con i viaggi e che potrà essere esteso a qualsiasi altro ambito della vita proprio come il green pass europeo. Una schiavitù globale. Ma non c’è da meravigliarsi: la sorveglianza è l’essenza dell’attuale sistema e i nostri dati sono il petrolio della quarta rivoluzione industriale. I padroni del vapore, non più paghi dell’internet delle cose, ora mirano all’internet dei corpi, una fusione di fisico, digitale e biologico. E la religione del vaccino è ad esso funzionale affinché l’essere umano rinunci alla sovranità del suo corpo, perno della libertà individuale.

L’assolutismo antico e i totalitarismi moderni si fondano -come scrive il prof. Imbriani – proprio sulla facoltà di disporre dei corpi dei sudditi. La lotta per la libertà è iniziata proprio da quel principio non a caso definito “habeas corpus”.

di Miriam Alborghetti