Dopo Colombo la Terra è diventata piatta

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di Giovanni Zucconi

Con questo articolo, vogliamo illustrare brevemente gli impatti dell’introduzione della cartografia moderna nella società umana. L’argomento è molto complesso ed articolato, ma ci limiteremo a fornire solo alcuni spunti di riflessione. Ad un’analisi superficiale, l’introduzione delle mappe, ha solamente permesso di viaggiare in modo più sicuro, consentendo di individuare in anticipo i percorsi da seguire. Di questo se ne sono sicuramente avvantaggiati i commerci, aumentando quindi lo scambio di merci e il benessere che ne conseguiva. Sicuramente c’è anche questo, e non è certamente un impatto di poco conto. Ma i viaggi esistevano anche prima dell’introduzione della cartografia, così come esistevano già i commerci. Le mappe hanno solo agito da moltiplicatore su queste attività, ma non hanno introdotto nulla di veramente nuovo in questi campi. Dove sta allora la novità introdotta dalla cartografia? Sta in una nuova visione, e in una diversa modalità di fruizione del mondo in cui viviamo. Una visione talmente rivoluzionaria che ha addirittura posto e determinato le condizioni per la nascita dello stato moderno. Alcuni studiosi, individuano nelle imprese e nel lavoro di Cristoforo Colombo l’inizio di questa nuova visione del mondo. In altre parole, Colombo non solo ha scoperto un nuovo mondo, ma reso diverso, e quindi nuovo, tutto il mondo già conosciuto. Al tempo di Marco Polo, tanto per citare un altro importante viaggiatore che è vissuto in un periodo antecedente la cartografia moderna, non esisteva lo spazio. I viaggi hanno sempre e solo una durata. Nel Milione, Marco Polo ci parla di percorsi che durano un certo numero di giorni, non ci parla mai di miglia percorse. Nel mondo di Colombo, i territori hanno invece un’estensione. Si misurano le distanze e non i tempi necessari per percorrerli. E le distanze misurate sono quelle tra un punto e l’altro di una mappa. La cartografia introduce nella società umana, anche se vi sembrerà strano, il concetto di spazio, di estensione spaziale. Ma non è tutto. Ci sono altri due concetti nuovi che vengono introdotti con le mappe. Il primo ha impatto sul modo di conoscere, o meglio di riconoscere, il mondo che ci circonda. Brevemente. Il viaggiatore che progetta il suo cammino su una mappa, si basa su una visione simulata della realtà, ma non per questo meno reale. La mappa comprende e descrive tutti i luoghi. La carta fa le veci dei luoghi che lei raffigura, fino ad anticiparne la natura e le fattezze. Fino a prefigurarne addirittura l’esistenza. Prima di Colombo, le isole o un qualsiasi altro luogo della terra si vedevano quando si incontravano in un viaggio. Dopo di lui, si riconoscono sulla carta geografica.  La carta anticipa quello che poi il viaggiatore vedrà. La differenza non è di poco conto. Questo ha portato a dire ad alcuni studiosi che non è vero che prima di Colombo la terra si credeva piatta e dopo ha assunto una dimensione sferica. E’ esattamente il contrario. Prima si sapeva che la terra era rotonda, dopo è stata trasformata in una gigantesca e piatta tavola cartografica. L’ultimo concetto che ha introdotto la cartografia moderna è forse il più importante. Prima di essa, i singoli luoghi, le singole regioni, i singoli paesi, non corrispondevano a delle localizzazioni precise ed univoche, ma corrispondevano a definizioni geografiche molto vaghe e imprecise. Le mappe hanno trasformato una pluralità di luoghi, imprecisamente localizzati e scarsamente circoscritti, in un unico spazio perfettamente definito su una carta geografica. Circoscrivere e definire uno spazio significa poterlo riconoscere e gestire. Significa potergli assegnare un’identità ben definita. Significa poter individuare dei confini che circondano un territorio al quale si poteva dare un nome e una sacralità. Questo, come si può facilmente intuire, pone le condizioni e favorisce la nascita dello stato moderno, territoriale e centralizzato. L’Italia, per fare un esempio familiare, è esistita prima sulle carte geografiche e solo dopo come realtà statale. I sogni di chi la voleva unita, si alimentarono e si giustificarono anche osservando delle mappe che raffiguravano un territorio a forma di stivale proteso nel Mediterraneo.