Tanti giovani e applausi per Io sono Adele. Cronaca di cinque giorni che hanno ridisegnato la mappa della lettura in Italia.
Cinque giorni di overdose culturale, chilometri macinati tra i padiglioni e una marea di libri nello zaino: si conclude oggi, 18 maggio 2026, la 38ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Al Lingotto Fiere l’aria che si è respirata è quella delle grandi occasioni. Il tema di quest’anno, “Il mondo salvato dai ragazzini”, (preso in prestito da Elsa Morante) non è stato solo un titolo impresso sui manifesti, ma presente nei corridoi: la Gen Z e i giovanissimi hanno letteralmente invaso la fiera, smentendo chiunque dica che i ragazzi non leggono più.

La scommessa visionaria del 1988. Per capire come siamo arrivati a questo gigantesco “parco giochi delle idee”, bisogna fare un salto indietro nel tempo, precisamente al maggio del 1988: Tutto nasce dalla mente dell’editore Guido Accornero e del libraio Angelo Pezzana con l’obiettivo di creare un luogo dove editori e lettori potessero parlarsi direttamente. La primissima edizione si accende tra gli spazi di Torino Esposizioni e fu un boom immediato. Si aspettavano una nicchia di appassionati, arrivarono 100.000 persone. Fu subito chiaro che Torino aveva fame di storie. Diventato troppo grande per la sua prima casa, il Salone si è poi trasferito al Lingotto Fiere, trasformando i vecchi stabilimenti industriali della Fiat nella più grande library pop-up d’Italia.
Il programma di quest’anno ha saputo mescolare perfettamente i grandi flussi di massa con momenti di puro stile ed eleganza con le star internazionali e i big di casa nostra. Sold out istantaneo per la magnetica lecture di Zadie Smith, mentre le lezioni del professor Alessandro Barbero si sono confermate eventi degni di un concerto rock. Tra i big di casa nostra, Niccolò Ammaniti, Paolo Cognetti e Dacia Maraini hanno riempito i padiglioni. Il vero terremoto generazionale è andato in scena all’UCI Cinemas del Lingotto con il Romance Pop Up, dove autrici amatissime come Erin Doom sono state travolte dall’affetto dei fan tra firmacopie e video virali su TikTok.

A portare una ventata di sofisticata art de vivre ci ha pensato Csaba dalla Zorza. Sabato 16 maggio, l’icona di stile e scrittrice ha letteralmente incantato il pubblico della Sala Blu (in dialogo con Lavinia Farnese) presentando il suo nuovo attesissimo romanzo edito da Marsilio: “Io sono Adele”. Una storia intima e potente di rinascita al femminile, dove l’ordine e la cura dei dettagli diventano una filosofia quotidiana per ritrovare la felicità. Una presentazione che ha regalato al Salone un momento di raffinata e profonda sosta letteraria.

I numeri. Se l’edizione del 2025 aveva stampato il record storico assoluto con 231.000 presenze, il 2026 ha spinto ancora di più sull’acceleratore. La fiera è partita col botto il 14 maggio, registrando oltre 40.000 visitatori solo nel giorno del debutto. Un clamoroso +20% rispetto all’inaugurazione dell’anno scorso. Sabato e domenica i padiglioni sono andati letteralmente in tilt con code ordinate ma lunghissime per accaparrarsi le ultime novità editoriali o per ascoltare un panel.
Il Salone 2026 si chiude stasera e lascia con la certezza che la carta stampata e il bisogno di confrontarsi dal vivo non sono mai stati così in salute.


































































