La grande magia del recitar cantando.
a cura di Mara Fux
Attrice poliedrica e indimenticabile soprano di operetta e musical, la bella soubrette livornese scelta da Baudo per “Serata d’onore”, ha due soli grandi amori nel cuore: i figli Francesco e Matteo, priorità assoluta di ogni sua scelta artistica.
Cos’è per te il palcoscenico? Il palcoscenico per me è vita, è il luogo che non mi fa mai pentire della scelta fatta tanti anni fa quando ho deciso di intraprendere questo mestiere che è fatto anche di sacrificio, di momenti scuri. Quando salgo sul palco mi illumino e sento che è il mio posto giusto .
A che età hai iniziato a sognare le “mille luci dello spettacolo”? Fin da piccola. Ricordo che nel cortile delle case popolari di Livorno, dove sono nata, facevo recitare gli altri bambini. Essendo appassionata di musical creavo delle piccole scene coreografiche: alle scuole elementari organizzavo spettacolini per il compleanno di ognuno con la complicità del nostro maestro che aveva individuato questo mio talento. Una vena artistica che credo derivi dalla mia famiglia: mamma suonava la fisarmonica, non da professionista ma a volte i fratelli la accompagnavano nelle balere, dove per ore intratteneva le coppie danzanti. Babbo, per la bella voce che aveva, veniva chiamato l’ usignolo di Suese, dal nome del paesino toscano dove viveva; ho delle foto di lui in guerra in cui si vede che canta per gli altri soldati.
Quale scuola di recitazione o Accademia hai frequentato? A venti anni, dopo aver preso il diploma e dopo aver fatto danza e recitazione nella mia città, ho partecipato a Roma alle selezioni per “Il laboratorio di esercitazioni sceniche” diretto da Gigi Proietti. Ricordo il primo colloquio: pioveva, arrivai tutta bagnata e mi si ruppe anche un tacco della scarpa,ma lo passai. Tornai per il provino di recitazione portando un pezzo drammatico di D’Annunzio, poi quello di canto e conclusi con il provino di danza dove indossai pure le punte. Su 800 persone fummo scelti in 20 e quel giorno cambio la mia vita .
Ricordi il primo spettacolo da professionista? Il mio primo spettacolo da professionista è stato”Viaggio di Luciano” per la regia di Alvaro Piccardi, altro dei miei grandi maestri, dove oltre che recitare cantavo su le musiche di Gianfranco Plenizio, compositore di molte colonne sonore tra cui “la nave va”di Federico Fellini.
Soubrette, attrice, cantante: c’è una definizione che preferisci? Il canto ha accompagnato di pari passo con la recitazione la mia carriera. Sono stata la soubrette di Pippo Baudo in “Serata d’onore”dove ho potuto cantare con e per tanti ospiti tra cui Eros Ramazzotti, Gianni Morandi , Alberto Sordi, Carla Fracci, Verdone, Celentano, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Milva e tanti altri . Poi l’ incontro con Sandro Massimini, considerato il re dell’operetta. Con lui ho fatto il “soprano soubrette” in alcune delle più belle operette, esperienza meravigliosa. Per Saverio Marconi, regista e fondatore della Compagnia della Rancia, sono stata la prima “Maria” italiana nel musical “West Side Story”: che magia!
Per un artista, uomo o donna che sia, carriera e famiglia sono conciliabili? Avere una famiglia è stato complicato mi ha portato a fare delle rinunce, tanti momenti duri, non lo nego ma sono felice di avere avuto i miei due figli Francesco e Matteo.
Il ruolo che hai amato di più? Maria nel musical ” West side story”e Zucchero in “A qualcuno piace caldo” ma anche Prassagora ne “Le donne al parlamento”.
Quello che ti ha portato maggior successo? Maria sicuramente ma ve ne sono tanti altri come Elegantona nell’ “Aulularia”di Plauto diretta da Vincenzo Zingaro, uno dei pochi ruoli da caratterista che mi ha dato molta soddisfazione a livello di critica.
E quello che non vorresti mai aver interpretato? I miei personaggi li ho amati tutti. È la verità !
La tua carriera artistica finora è andata come la desideravi? Potevo aver fatto di più visto le grandi occasioni avute … ma ho preferito fare la mamma e sono felice di poter dire che comunque nella vita ho fatto e faccio questo lavoro .
Il sodalizio artistico con la Castalia ti ha resa protagonista di molte opere classiche come il “Truculentus” di Plauto che, dopo un’intera stagione di rappresentazione al Teatro Arcobaleno, partirà a breve per un tour estivo nei più bei siti archeologici e festival italiani. Un titolo cui ti senti particolarmente legata? Il Truculentus diretto da Vincenzo Zingaro sicuramente è lo spettacolo a cui sono più legata; tra l’altro abbiamo finito da poco le repliche. Ma anche “Le donne al parlamento “di Aristofane che riallestiremo per la stagione 26/27.
Spesso negli adattamenti classici messi in scena dal regista Vincenzo Zingaro, il tuo personaggio canta o si esprime cantando: sarà così anche nel “Misantropo”? Nel “Il Misantropo” di Molière sono solo attrice, interpreto Selimene, la protagonista femminile.
Hai avuto modo di incontrare e collaborare con tanti professionisti: chi ricordi con particolare stima o affetto? Sono un bel po’ a cominciare dal mio maestro Proietti, a Sandro Massimini, con il quale ho fatto per anni la prima donna nei più importanti teatri di Italia. Ricordo con affetto il caro Don Lurio, Gino Landi regista e coreografo con il quale ho fatto “serata d’onore” toccando ben 14 milioni di ascolti, con Pippo Baudo. Saverio Marconi, Lando Buzzanca con il quale ho fatto una bellissima “Vedova allegra”; il caro maestro Alvaro Piccardi, l’adorato Paolo Panelli, Arnoldo Foa, l’amico Edoardo Guarnera scomparso prematuramente, purtroppo, con il quale negli ultimi anni ho fatto dei bellissimi titoli d’operetta, commedie musicali e tanti concerti. Non ultimo chiaramente il caro amico attore e regista nonché direttore artistico del Teatro Arcobaleno Vincenzo Zingaro con il quale collaboro da tantissimi anni.
Lo showbiz è fortemente cambiato: se la tua carriera iniziasse ora, desidereresti comunque intraprendere questa carriera? Sì, rifarei questo lavoro, sono un po’ pazza e ringrazio i miei genitori che mi hanno assecondata e aiutata in questa mia scelta e che hanno lasciato volare via la più piccola delle loro figlie. Non credo sia stato facile neanche per loro.
Che consiglio a chi voglia diventare attrice? Direi di cercare di fare questo lavoro solo se si ha una grande passione viscerale, perché è molto faticoso, i guadagni sono altalenanti quindi ci vuole tanto amore per questo mestiere che per me è il più bello del mondo ma pieno di ostacoli, di cadute ma anche di rinascite.



































































