Comitato “Salviamo gli alberi” – Civitavecchia

0
188

Il comitato Salviamo gli Alberi, dopo aver assistito con sgomento all’abbattimento dei maestosi alberi che facevano parte della storia della città di Civitavecchia e che sembravano, per la maggior parte, essere in buona salute o comunque salvabili, con opportuni interventi di messa in sicurezza, apprende la decisione di abbattere anche gli altri due superstiti, nonostante uno di essi fosse salvabile prima del tavolo tecnico tra Comune di Civitavecchia e la Soprintendenza.

Sembra che il verde pubblico cittadino, che tanti benefici regala ai cittadini, sia diventato una sorta di ostacolo da eliminare a tutti i costi. Siamo arrivati al punto che gestione = abbattimento e capitozzatura!
Addirittura il grande Olmo che si era salvato dalle precedenti perizie, è stato dichiarato pericoloso in seguito ad un ennesimo esame tecnico che avrebbe dovuto esaminare i 9 alberi indicati dalla Sovrintendenza, nell’ambito del tavolo tecnico dello scorso 14 gennaio, presenti su Piazza Regina Margherita, con lo scopo di provare a salvarne alcuni.

Il comitato chiede al Comune di Civitavecchia in prima istanza, che si ottemperi in maniera puntuale alle prescrizioni della Sovrintendenza (pag 5 del verbale seconda seduta tavolo tecnico del 3 marzo scorso), in seguito al quale si è chiuso il confronto tra gli enti, vista la non possibilità di risoluzione del dissenso, ovvero la conservazione in situ dei 2 lecci rispettivamente n. 1494 e 1501, alberi con presenza di degradazione di lieve entità.

La conservazione di questi alberi, infatti, si può ottenere, come evidenziato dagli agronomi Mascioli e Paolinelli, con un’attenta e progressiva potatura a riduzione della chioma, da parte di un dottore forestale o dottore agronomo specializzato in conservazione, un professionista con un Curriculum adatto, per evitare che vengano capitozzati, come invece indicato nell’ultimo approfondimento peritale a firma Benedetti Fagioli, con gravi conseguenze.

Infine a fonte dell’imminente abbattimento dell’olmo e del leccio 1508, si fa appello alla responsabilità di quegli amministratori che in passato hanno accettato il dialogo con le associazioni e i cittadini, per evidenziare come l’ultima perizia sia stata fatta non sui lecci in casse C-D per valutare la possibilità di retrocederli in classe C, come indicato sulla premessa a pag. 3 della Relazione Tecnica dell’indagine strumentale effettuata il 05/02/2026 redatta da Benedetti e Fagioli protocollo N. 0011902 del 18/02/2026,ma su soli 8 lecci, escludendo i numeri 1506 e1508, mentre è stata effettuata una ennesima indagine sull’ olmo numero 1493, approfondimento questo non necessario in quanto l’olmo era già stato classificato nelle due precedenti perizie in classe C.

Purtroppo però il Tavolo Tecnico del 14 /01/2026 tra Comune e Soprintendenza prevede invece l’ulteriore verifica degli 8 lecci e dell’olmo, anche se non si capisce con quale logica…
È evidente che se le ulteriori verifiche dovevano partire dal presupposto di retrocedere in classe C, i 10 alberi in classe C-D, ma la verifica viene effettuata su 9 alberi di cui uno, l’olmo, già in classe C di cui il direttore dei lavori aveva proposto, nel medesimo documento pag. 2, la conservazione, viene da pensare che sia al Comune che alla Soprintendenza sia mancata una mappa con riferimenti precisi di tutti gli alberi in sede di tavolo tecnico, e purtroppo ciò abbia fatto sfumare l’opportunità di salvezza per 10 alberi!

La maestosità e la monumentalità, ancorché non ancora riconosciuta, di quell’olmo, il suo essere pieno di germogli, il suo essere fisiologicamente sano, la cronologia peritale che lo ha interessato, ci porta a sperare e a chiedere che almeno quell’elemento venga salvato ed integrato nella costruenda struttura.
Sarebbe un passo, seppure minimale, di rispetto per quelle alberature tanto care alla collettività cittadina e per la memoria storico/planimetrica della piazza.

Civitavecchia, 02/04/26

Comitato “Salviamo gli alberi” – Civitavecchia