VIBURNUM LANTANA GEMMOTERAPICO NELL’ASMA BRONCHIALE ALLERGICA

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Il Viburnum lantana, arbusto alto fino a tre metri, originario delle zone temperate dell’Eurasia è assai comune nei boschi cedui (vi si eseguono tagli periodici delle piante) dell’Italia e di altri paesi europei.

Il nome viburno deriva dal latino “vimen” (vimini), intreccio, poiché era utilizzato per i vimini. Steso significato ha lantana dal latino “lantare”, piegare per la notevole flessibilità dei suoi rami. Le foglie sono opposte ovali a forma di lancia con margine dentellato – seghettato, di colore verde scuro con la parte superiore munita di pelistellati (pubescente). In autunno le foglie assumono un suggestivo color porpora con sfumature dorate.

I fiori, bianchi o rosati sono odorosi a forma di campana, riuniti in corimbi (inflorescenze simili a un ombrello i cui fiori sono inseriti ad altezza diversa dall’asse principale, ma che, avendo peduncoli via – via crescenti in lunghezza, arrivano tutti allo stesso livello), emisferici, larghi e compatti, posti alla estremità dei rami.

I frutti sono drupe: frutto carnoso con strato esterno sottile (la buccia) e uno interno carnoso (la polpa) che contiene un elemento legnoso (nocciolo) con dentro il seme. Un esempio classico, comune è la ciliegia. Le drupe dapprima verdi, poi rosse e infine nero – lucide a maturità completa sono provviste di un solo seme.

La fioritura del viburno compare tra aprile e giugno (le api vi trovano solo il polline perché i fiori sono privi di nettare). La fruttificazione delle drupe avviene più tardi da settembre ad ottobre. Particolarmente interessati, ai fini terapeutici attuali, sono le gemme, completamente prive di squame all’inizio dell’inverno, pertanto i germogli sono formati da due piccole foglie giallastre molto villose <congiunte strettamente come due mani in preghiera che racchiudono gli abbozzi delle future foglie> (Piterà F. Compendio di Gemmoterapia Clinica 2004).

Le prime due foglie che si schiudono rimangono atrofiche mentre le gemme floreali terminali sono più grandi delle prime e secernano un liquido vischioso giallastro utile per proteggere le gemme dal freddo invernale.

Quali principi attivi contiene questa pianta? Le foglie contengono tannino, enzimi, sali organici. La corteccia, tannino, acidi formico e valerianico, solo tracce di acido salicilico. Le radici contengono nella corteccia in prevalenza acido valerianico.

Quali le proprietà terapeutiche? La medicina popolare utilizzava la corteccia della pianta come sedativo e antispasmodica specie a livello ovarico – uterino. Il decotto delle foglie era usato per via interna (per os) nelle forme diarroiche mentre ancora oggi si utilizza nelle flogosi del cavo orale (glossiti, angine, orofaringite). Il decotto è impiegato anche per prevenire la caduta dei capelli o per tingerli di nero. I frutti freschi sono irritanti e tossici finché non sono ben maturi. L’azione antispasmodica nella corteccia e nelle radici è dovuta molto probabilmente all’acido valerianico. In farmacologia estratti di corteccia del Viburno prunifolium (varietà dell’America del Nord) sono stati utilizzati come antispasmodici interni, sia per prevenire l’aborto che quando vi è tendenza all’aborto abituale.

La moderna gemmoterapia ha riconosciuta a Viburnum lantana un peculiare tropismo per l’apparato respiratorio con proprietà anti – asmatiche, con dispnea allergica, in quanto in gradodi inibire il broncospasmo e di regolare il tono bronchiale. L’azione è di tipo parasimpaticolitico con riduzione della costrizione a livello della muscolatura bronchiale. In misura minore può essere di aiuto nell’eczema atopico e altre affezioni cutanee. Secondo la MTC (Medicina Tradizionale Cinese) il viburnum lantana agevola la comunicazione bronco – polmonare con la pelle (vie respiratorie – cute).

Materia prima Viburnum lantana 1 DH MG 50 gtt una sola volta al giorno il primo pomeriggio ore 16. Personalmente l’ho sempre associata al Ribes nigrum T.M. 70 gtt la mattina nelle varie forme di asma bronchiale, specie allergica e nella bronchite cronica asmatiforme. Le dosi sono almeno dimezzate nei bambini.

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Aldo Ercoli