VENTI POSTI LETTO NEL NUOVO OSPEDALE DI COMUNITÀ DI LADISPOLI E CERVETERI

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NELLA STRUTTURA DEDICATA A FURIO CIVITELLA OPERERANNO ANCHE MEDICI DI BASE, PEDIATRI E INFERMIERI. SARÀ PRONTA ENTRO IL 2026.

Un ospedale a Ladispoli. Stavolta si farà sul serio dopo i mille proclami di tutti questi anni. Non un ospedale vero e proprio dove ci si sottopone ad interventi chirurgici, visite specialistiche e dove c’è il pronto soccorso. È stato battezzato più “Ospedale di Comunità”, tuttavia una struttura pubblica in grado di soddisfare alcune richieste della popolazione. Intanto c’è già l’area ed è stata messa a disposizione dal comune di Ladispoli, di fronte all’attuale Casa della Salute, sulla via Aurelia. «Con l’Ospedale di Comunità, posto in posizione strategica e di continuità con l’attuale struttura sanitaria, si vuole dar vita ad un polo che sia in grado di dare risposte ai bisogni di assistenza e cura della comunità del territorio», almeno queste le parole utilizzate nel giorno della cerimonia dall’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.

Sull’opera intanto verranno investiti 2,4 milioni di euro. Una cifra non esagerata ma comunque un punto di inizio per sperare in qualcosa di meglio. L’Ospedale di comunità sarà naturalmente a disposizione dei ladispolani e dei residenti di Cerveteri: assieme le due città hanno oltre 80mila abitanti anche se c’è da considerare che durante la stagione estiva, in particolar modo a luglio e agosto, la popolazione raddoppia. Il progetto dovrà la sua riuscita ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dovrebbe contare su almeno 20 posti letto. Non sarà, come detto prima, un ospedale vero e proprio, piuttosto si posizionerà come centro di ricovero, destinato a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media o bassa intensità clinica e per degenze di breve durata.

Questa struttura può essere anche essere considerata «di passaggio», accogliendo pazienti di ospedali pronti ad essere dimessi e tornare a casa, consentendo però alle rispettive famiglie di avere poi il tempo necessario per adeguare l’ambiente domestico e renderlo più adatto alle esigenze di cura della persona malata e già sottoposta ad operazione chirurgica. Si parla quindi di soggetti con un’elevata complessità assistenziale – aveva poi confermato l’Asl Rm 4 con le parole della direttrice generale Cristina Matranga – a fronte di una bassa intensità di cure. La finalità infatti è duplice per chi ha sviluppato questo piano ed è quella di ridurre gli accessi impropri nei pronto soccorso degli ospedali o in altre sedi di ricovero ospedaliero.

Per gli addetti ai lavori si tratta insomma di un potenziamento del servizio territoriale. I lavori dovrebbero partire a breve, forse già in primavera e i tempi di consegna dell’edificio sono previsti entro e non oltre il 2026 per non incappare in sanzioni. Secondo quanto si è appreso durante la giornata di consegna del terreno (alla presenza anche del sindaco di Ladispoli Alessandro Grando e del consigliere regionale Emiliano Minnucci) i servizi interni verranno presto riorganizzati sul litorale nord. La Regione Lazio avrebbe approvato la proposta dell’azienda sanitaria, formulata sulla base di una accurata analisi del territorio. Nell’edificio molto probabilmente opereranno gruppi multidisciplinari di medici (medicina generale) ma anche pediatri, medici specialistici, infermieri e altri professionisti. I vertici sanitari pensano ad una integrazione tra i servizi sanitari e quelli sociali comunali, sarà quindi un importante punto di riferimento per la popolazione, anche attraverso un’infrastruttura informatica e un punto prelievi. Poi la decisione dell’intitolazione: sarà dedicata al dottor ed ex primo cittadino Furio Civitella (dal 1980 al 1981 con esattezza) che poco tempo fa si è spento lasciando un vuoto nella città. Quello che i residenti auspicano è anche un miglioramento della viabilità all’ingresso nord di Ladispoli dove spesso gli automobilisti rimangono imbottigliati nel traffico. E poi gli utenti hanno sempre chiesto una maggiore chiarezza sull’attuale pit, spesso confuso con un pronto soccorso magari perdendo minuti preziosi per recarsi in un ospedale in caso di emergenza.