VENNE NEL MONDO LA VERA LUCE, QUELLA CHE ILLUMINA OGNI UOMO

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“La grazia del divino infante informi sempre il vostro cuore fino alla celeste trasformazione nella celeste carità!” (S. Pio da Pietrelcina, Epist. I, p. 977)

DI ANTONIO CALICCHIO

Mentre le luci pluricromatiche allietano terrazze, presepi ed alberi di Natale, facendoci gustare la gioia della festa che, assai più di ogni altra, raduna amici e parenti attorno al focolare domestico, onde assaporare il calore dell’affetto vicendevole e la condivisione di piatti tipici della tradizione, non si possono, cari lettori, chiudere gli occhi al cospetto delle sofferenze di quelle popolazioni che hanno patito e patiscono le privazioni della guerra.

   La coscienza induce ciascuno ad orientarsi, con sguardo compassionevole, nei confronti delle innumerevoli famiglie espropriate dell’allegria dello stare assieme, colpite da lutti, chine sui feriti, carenti di cibo e di acqua, oltreché nei confronti delle troppe mamme che piangono i loro piccoli, vittime dell’odierna “strage degli innocenti”.

   Vero è, da un lato, che ciascuno appare impotente innanzi alle perverse logiche di un potere amministrato in maniera disumana e impietosa; che la meta della pace passa attraverso l’azione di coloro che hanno l’autorità e l’autorevolezza di imporre la cessazione delle ostilità. D’altro lato, non par dubbio che ognuno risulta tenuto a svolgere la sua parte, primamente col diffondere quei principi che favoriscono la “convivialità delle differenze”, decantata da don Tonino Bello.

   A tal fine debbono essere indirizzati i mezzi di comunicazione sociale, divulgando tutti quei valori umani e cristiani che rappresentano il presupposto fondamentale per prevenire e per far finire ogni forma di contrapposizione entro la famiglia, il contesto sociale e fra gli Stati.

   In forza di queste essenziali ragioni, occorre cogliere nella mangiatoia di Betlemme, replicata nelle numerose grotte o capanne ammannite in ogni casa, il Segno di quella speranza che non delude, incrementando la letizia del Natale, con la consapevolezza di rinnovare, ognuno di noi, il proprio contributo alla edificazione di un mondo migliore, sì da sostentare la propagazione della cultura della non violenza, acciocché, come ha sottolineato Leone XIV, nel corso dell’Omelia del 19 ottobre 2025, “Dio conceda a tutti i responsabili saggezza e perseveranza, per avanzare nella ricerca di una pace giusta e duratura”.

   L’impegno di ognuno si mostra significativamente cruciale, tanto più in occasione dell’incarnazione di Colui che ha sperimentato sino in fondo l’umana sofferenza, al quale chiediamo che tutti, nessuno eccettuato, possano trascorrere le festività natalizie in modo che la lux mentis trovi serenamente la pax cordis.

   Come scrive il poeta congolese Henri Boukoulou: “… O, divina speranza! Ecco che nel singhiozzo disperato del vento, si tracciano le prime frasi del più bel poema d’amore. E domani, è la speranza!”.

   Sentiti auguri di Buon Santo Natale, irradiato dalla nascita del Bambin Gesù, Salvatore del mondo, che squarcia, col Suo Fulgore, il velo di tenebre che avvoltola questa terra!