Var, mangerai il panettone?

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KAZAN, RUSSIA - JUNE 24: Referee Fahad Al Mirdasi reviewes the VAR footage during the FIFA Confederations Cup Russia 2017 Group A match between Mexico and Russia at Kazan Arena on June 24, 2017 in Kazan, Russia. (Photo by Ian Walton/Getty Images)
di Ugo Russo 
Due giornate di polemiche roventi e pochi apprezzamenti per la nuova tecnologia inerente al calcio, che doveva eliminare gli errori arbitrali e ridare soddisfazione alle squadre che si sentivano fino ad ora, per quanto visto negli ultimi anni, defraudate da decisioni contrarie a quelle reali.

Ma i tanti soldi spesi per attrezzare i campi interessati al suo utilizzo non giustificano tutta questa attrazione verso il “signor” Var, perché il discorso é sempre più che mai in mano agli arbitri e ai loro collaboratori come facevano in passato.
E’ l’arbitro che prende la decisione o, per meglio dire gli addetti al Var, con risultati a volte sconfortanti. Intanto, il direttore di gara risulta sottodimensionato come importanza, perché, pur in presenza, ad esempio, di un rigore colossale tende a chiedere conforto agli ex addizionali, ovvero tende a non fischiarlo attendendo l’intervento dei due collaboratori ora diventati “di sedia” e se loro non se ne accorgono ciao rigore.
Una delle cose importanti che dovrebbe decretare il Var é l’eventuale posizione di fuorigioco dei giocatori in campo, ma a parte pochissimi casi si dà molta importanza all’operato dei segnalinee che spesso non ci azzeccano. Così si dà il rigore al Genoa (giustissimo, peraltro) contro la Juventus ma non si segnala, ad inizio azione, la posizione di offside di Galabinov, per cui tutto doveva essere fermato prima del contatto tra Rugani e lo stesso attaccante bulgaro dei rossoblù. E nelle prime due giornate i bianconeri campioni d’Italia sono stati molto bistrattati, alla stessa stregua di quanto avvenuto la stagione passata, pero’ é cambiato qualcosa e stavolta allenatore e calciatori parlano e si lamentano. 
Il Var, non chiamato in causa contro l’Inter, ha svantaggiato anche la Roma, anche se da tempo immemore i giallorossi non perdevano una partita nel modo in cui, invece, hanno vinto molti incontri del 2016/2017. Pero’ é innegabile che in “tempi di Var” questo episodio non abbia fatto altro che  alimentare il fuoco delle polemiche e le squadre non aiutano, lamentandosi, a dare tempo a questa nuova tecnologia di perfezionarsi sempre di più. Ma i primi esiti sconfortanti, oltre a quello che da quando é stato deciso di considerare tutto il tempo che va recuperato dai 95 minuti per ogni gara giocata siamo arrivati tranquillamente a 100 anche per consultare “l’aggeggio infernale”, hanno cominciato a far storcere la bocca a molti.
Una volta si diceva per un allenatore la cui squadra aveva cominciato male il campionato: “Chissà se arriva a Natale a mangiare il panettone”. E qualcuno ipotizza già un clamoroso dietrofront, con il ritorno all’antico che, tutto sommato, scontentava di meno. E allora: Var, mangerai il panettone?

Qualche giorno prima dell’inizio del massimo torneo di calcio, in un’intervista dissi che il Napoli mi sembrava squadra molto attrezzata per poter contendere alla Juventus il prossimo scudetto. Lo dicevo anche in virtù di un ottimo gioco messo in mostra nel precampionato dalla squadra di Sarri che pare aver trovato quella continuità che le era mancata l’anno scorso. E ho indicato pure i due giocatori che -uno straniero, l’altro indigeno- potrebbero essere i grandi protagonisti della stagione (senza, comunque, coinvolgere le Coppe europee). I fatti mi stanno dando completamente ragione perché i nomi che ho fatto sono quelli di Dybala e di Insigne.

Certo, in qualche maniera ho fatto la scoperta dell’acqua calda perché i due sono tra i pochissimi fulgidi talenti che questo nostro calcio di oggi sa esprimere, pero’ meno male che ci sono per dare brillantezza con le loro giocate ai nostri occhi che osservano partite sempre più squallide con giocatori che pretendono fior di quattrini e sono vergognosi a vedersi. Prendete ieri sera: durante una delle sei gare in contemporanea della seconda giornata, che poi era quella che stavo seguendo, una noia colossale, uno schifo inaudito con giocatori che militano in serie A che sbagliavano in continuazione passaggi a tre-quattro metri; il cronista che deve far contribuire evidentemente a vendere abbonamenti per la tv, se ne é uscito con un vomitevole “Bella partita!!!”. Basta offendere la gente, almeno quella che é cresciuta con il vero calcio, quello di una volta. Pero’ ce n’é anche tanta che va appresso a questi “peracottari”… Un altro spot recita: il calcio ti fa felice? Allora guardalo! A me non solo non mi rende felice ma se lo guardo, il più delle volte, mi fa dormire.
Dybala, scrivevamo. Da quando ha avuto il numero 10 sembra sentirsi ancor più responsabilizzato e riesce ad essere maggiormente decisivo in zona gol. E ha ragione Allegri quando dice che, giovane com’é, l’argentino puo’ indubbiamente avere margini di miglioramento. In questo periodo sta togliendo le castagne dal fuoco ad una squadra che ha una retroguardia molto allegra, che ti fa pensare di dover subire sempre un paio di reti per cui deve essere brava a segnarne almeno uno in più degli avversari, e un centrocampo inesistente, un po’ come quello della passata stagione. Dietro, se dovesse arrivare Howedes lo stesso Allegri potrebbe pensare ad un clamoroso ritorno alla difesa a tre e poi in questi ultimi giorni di mercato l’ottimo Marotta starà pensando ad un forte centrocampista. 
Insigne é un trottolino inarrestabile, diventato di una continuità di prestazioni incredibile. Ha conquistato con pieno merito il posto fisso in nazionale, sente la fiducia dell’ambiente napoletano anche perché, questa fiducia, la sta strameritando. Detta i tempi di gioco, suona la carica quando vede che i compagni stanno allentando la tensione ed anche lui é arrivato ad avere piedi sopraffini che gli permettono giocate di grandissima efficacia. Negli ultimi tempi si é parlato di un possibile passaggio a Raiola come procuratore, il che presupporrebbe un possibile interessamento del Barcellona per lui in futuro.
Napoli macchina dal gran gioco: sarebbe, pero’, un grave errore (ma forse é stato già compiuto…) se De Laurentiis si lasciasse scappare Reina, buon portiere e uomo-spogliatoio. Chi trovi, ora, per sostituirlo? Stai puntando allo scudetto (a meno che non si voglia questo e non é possibile crederlo), non a salvarti.