UN’ISOLA BELLA DA “RUBARE”

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Affronta questo delicato tema nel suo ultimo film Luca Barbareschi, con “Paradiso in vendita”, che non solo ha prodotto, ma di cui firma anche la regia, a poco più di un anno da “The Penitent”.

di Barbara Civinini

La bellezza assoluta e unica della  nostra terra, l’Italia, non si svende né si compra, ma si difende. Questo in poche parole il senso ultimo del nuovo film prodotto e diretto da Luca Barbareschi: “Paradiso in vendita”.

La pellicola fantapolitica è ispirata a un fatto reale di cronaca. La grave crisi economica che colpì la Grecia più di dieci anni fa e la portò al collasso con un taglio della spesa pubblica di oltre il 32% e delle pensioni fino al 40%, spinse il Governo a valutare la vendita di alcune sue isole nell’Egeo. Barbareschi si è ispirato a questo tentativo, che all’epoca suscitò molto scalpore, riambientandolo in un’immaginaria isoletta siciliana, Fenicusa, che nella realtà è la splendida Filicudi, nella lingua antica Phoenicusa, dal nome greco della palma nana di cui è ricca, una’autentica perla delle Eolie.

Il regista Luca Barbareschi accanto a Donatella Finocchiaro – FB Festa del Cinema di Roma

Fino ai primi del 900 veniva chiamata dai siciliani “isola delle streghe”, forse proprio per il suo grande fascino che ammalia. La storia è molto semplice. Per superare una profonda crisi finanziaria, il governo italiano decide di vendere ai francesi Fenicusa, ma non ha fatto i conti con i fieri isolani, che capitanati dalla sindaca Marianna Torre, interpretata da Donatella Finocchiaro, lotteranno per difendere la loro isola e la loro identità, nonostante la fine opera di convincimento portata avanti dall’emissario francese, François Alarie, non a caso soprannominato Richelieu, interpretato da Bruno Todeschini. Paradiso in vendita – spiega il regista – è una fiaba politica, una storia inventata che racconta qualcosa di reale. È un film di cuore che rappresenta la bellezza del nostro Paese. L’identità e l’unicità di un luogo non sono ‘acquistabili’ ma possono solo, tramite investimenti, essere preservate e valorizzate. Con questo film voglio mettere in scena una storia di caduta e redenzione, di rivalsa e di rispetto. Voglio anche raccontare una storia d’amore: tra un lui e una lei, ma soprattutto di un amore profondo per un luogo del cuore.

E sicuramente la bellezza di questo fazzoletto di terra, di cui Barbareschi è cittadino onorario, è uno dei protagonisti del film, dove prendono corpo anche le antiche rivalità gastronomiche con i vicini francesi, tra pomodori secchi e foie gras. Una bellezza sottolineata dalle musiche mediterranee di Kaballà e dalle iconiche canzoni di Rosa Balistreri. Il film è stato presentato alla 19a edizione Festa del Cinema di Roma.