CANI E GATTI
Al Teatro Prati di Roma è in scena un classico indiscusso del repertorio partenopeo, la commedia in tre atti di Eduardo Scarpetta “Cani e gatti” autentica macchina per ridere che, a distanza di oltre un secolo dal primo allestimento scenico, risulta sorprendentemente attuale. Il fresco matrimonio di Ninetta e Ciccillo, turbato dall’eccessiva gelosia di lei, che logora senza tregua il rapporto creando in casa un’atmosfera di continua tensione, è il punto di partenza per una trama costellata di numerosissimi personaggi che nel 1970 la sapiente regia di Eduardo De Filippo ridusse portando a due soli atti la messinscena. Fabio Gravina, qui interprete oltre che regista, rielabora il copione per dimostrare tra gag e battute come un’incessante litigiosità mini alle fondamenta le basi della vita di coppia e in un momento come quello che viviamo, nel quale il principio del matrimonio è in crisi, rappresenta con umorismo ed ironia come due anziani coniugi siano costretti, loro malgrado, a fingersi in chiassosa lite per mostrare alla figlia, da poco sposata e sempre in conflitto col marito, quanto sia dannoso e pericoloso litigare per eccessiva gelosia. Sul palco con Gravina si muovono, nella scenografia di Francesco De Summa, Corrado Taranto, Marina Vitolo, Irma Ciaramella, Sara Scotto Di Luzio, Eduardo Ricciardelli, Rocco Tedeschi, Luca Guardillo e Sara Guardascione. Lo spettacolo proseguirà fino al 19 aprile con repliche serali alle ore 21,00 dal martedì al sabato oppure pomeridiane alle 17,00 di sabato e domenica.
Teatro Prati, via degli Scipioni 98, Roma tel. 06 39740503
LETTERE A BERNINI
Marco Cacciola è in scena per pochissimi giorni al Teatro Vascello di Roma con “Lettere a Bernini” originalissima drammaturgia firmata e diretta da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari che prendendo spunto dalla ben nota rivalità artistica tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, esamina attraverso una trama decisamente interessante chi possa comprendere davvero la grandezza di un artista se non il suo più alto rivale. La trama si svolge il 3 agosto del 1667 nel laboratorio del Bernini, massima autorità del Barocco romano, infuriato con l’intagliatrice di lapislazzuli Francesca Bresciani la quale l’accusa, di fronte ai cardinali, di non pagarle il giusto prezzo per il suo lavoro all’interno della Fabbrica di San Pietro. La lite si trascina tirando in ballo il nome di Borromini quale esempio di alta presunzione, salvo poi riabilitarne grandezza artistica e levatura delle opere all’arrivo della notizia del suicidio inaspettato causato dalla forte depressione. Travolto da sincera “pietas” il Bernini considererà con nuova luce l’opera del collega. Attraverso una drammaturgia in cui la voce monologante dell’attore e quella di Bernini si rincorrono e sovrappongono, Martinelli ci mostra un ‘600 sospeso tra il secolo della Scienza nuova e l’attuale imbarbarimento, sempre più incombente. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 27 alle ore 21,00, sabato 28 alle ore 19,00 e domenica 29 marzo alle ore 17,00.
Teatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, Roma tel 06 5881021 – 06 5898031


































































