Tutti pazzi per Immuni?

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Secondo i dati di Pisano 500mila i download.

Ancora non attiva nel Lazio ma scaricabile, l’App Immuni in vetta alle classifiche! Secondo il ministro Pisano “gli Italiani hanno capito” 500mila download a due giorni dal lancio dell’applicazione nata per monitorare gli spostamenti. Ancora è da capire come potrà essere utile a livello sanitario se contemporaneamente non sono disponibili i tamponi per tutti, intanto viene pubblicizzata e scaricata. Un altro strumento, al pari della mascherina, che evidentemente tranquillizza il popolo, diviso tra chi in nome della privacy ne prende le distanze e chi risponde ricordando che la privacy l’abbiamo regalata per gioco da tempo. Il punto è un altro: a che serve? come può essere utile a tutelare la salute e prevenire contagi a catena una semplice informazione se non è seguita da una strategia sanitaria. Ancora non è stato spiegato come d’altronde non è mai stato spiegato da dove è spuntato il virus, come agisce e come si argina. Il perché dei decessi a pioggia in Lombardia e le eventuali responsabilità delle scelte errate. É bene ricordare che non sono stati pochi gli italiani bloccati in casa in quarantena preventiva in attesa di poter fare un tampone ben oltre i 14 giorni dichiarati, anche 50 giorni sono passati al telefono implorando un controllo e il sacrosanto diritto di sapere se si era positivi o meno. Così come sono tanti in attesa di risposte sulle motivazioni di una cremazione del parente svanito nelle corsie degli ospedali. Certo l’isolamento prima e il distanziamento poi ha arginato la crisi ma di certo risposte chiare non sono mai state date. Basta pensare alle contrastanti opinioni diffuse nei social dai stessi medici a cui si fa riferimento, le chiacchiere e le accuse reciproche. Normale che poi le stesse animosità siano presenti tra i cittadini che nel frattempo messi gli uni contro gli altri tentano di sopravvivere come in un videogame.

Anche l’applicazione non è per tutti, come i bonus. L’Italia non si smentisce nel fare differenze, sembra che alcuni smartphone sono tagliati fuori in quanto il contact tracing richiede alcuni requisiti di sistema per funzionare che non tutti i dispositivi supportano. (iPhone 6 e precedenti) un esempio. Infine la tempistica, nella fase 3 Immuni è la priorità?