TURISMO SOSTENIBILE IN PERIODO DI CRISI

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Turismo di massa:aumento della sporcizia, inquinamento atmosferico e acustico, imbrattamento e deturpamento del territorio, sfruttamento delle risorse locali oltre ogni limite consentito. 

di Pietro Zucconali

L’Associazione Nazionale Sociologi, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, Uni Roma 1 “Sapienza”, lo scorso 13 dicembre, ha organizzato il Convegno: “Il turismo sostenibile in periodo di crisi: una riflessione sociologica, un argomento di grande attualità e importanza.

Negli ultimi anni è stato già trattato nelle varie sfaccettature, in convegni organizzati, sia a Roma che in diverse città d’Italia, vagliando le varie tipologie, dal turismo culturale, al termale, a quello di massa, ma soprattutto al sostenibile e alle ripercussioni sull’ambiente.

Nella giornata dei lavori, ascoltando i vari illustri relatori, si è meglio chiarito cosa s’intende oggi per turismo sostenibile. Le persone, con i viaggi organizzati, le compagnie aeree e le corriere low cost, viaggiano sempre di più, non è più un vezzo di nicchia ma un fenomeno di massa; nonostante il momento di crisi economica mondiale che stiamo vivendo, la vacanza è ormai alla portata di tutti, e, quella che sembra una cosa positiva, per certi versi può rivelarsi una fonte di problemi: aumento della sporcizia, inquinamento atmosferico e acustico, imbrattamento e deturpamento del territorio, sfruttamento delle risorse locali oltre ogni limite consentito. 

E’ per questo che già da diversi anni si sta parlando di turismo sostenibile.

L’ “Organizzazione Mondiale del Turismo” lo definisce in questo modo: “Turismo capace di soddisfare le esigenze dei turisti di oggi e delle regioni ospitanti prevedendo e accrescendo le opportunità per il futuro. Tutte le risorse dovrebbero essere gestite in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica, i sistemi di vita dell’area in questione”.

La definizione che dà di “turismo sostenibile” l’americana “The International Ecotourism Society” è quella di: “un viaggio responsabile nelle aree naturali che preserva l’ambiente e migliora il benessere delle popolazioni locali”; aggiungo io, evitando di deridere le “strane abitudini” degli altri (le “Lettere persiane” di Montesquieu). Il turista sensibile è quello che rispetta il territorio meta della vacanza e la popolazione ospitante. Tutto il pianeta è casa nostra, dei nostri figli e nipoti, ed è sbagliato curare il solo nostro appartamento, dimenticando che tutto ciò che ci circonda è da conservare per il piacere dei nostri occhi. 

Tra i vari oratori del convegno, il prof. Vincenzo Nocifora, che ha parlato di turismo sostenibile, argomento che sta trattando in un corso universitario sul tema: “Il turismo non è affatto un campo di studi semplice, come generalmente si pensa; ci si diverte, si costruiscono situazioni che hanno in primo luogo finalità ricreative, ma questo non vuol dire che per realizzare tutta la vasta gamma di servizi che sono necessari al turista non ci sia bisogno di competenze specializzate ad alto livello di qualificazione: Il turismo è una relazione sociale”. Il prof. Stefano Scarcella Prandstraller, ha presentato una ricerca sull’argomento, appena effettuata con degli studenti del suo corso di studi. Di spessore gli interventi delle giornaliste, scrittrici: Dania Mondini, teleconduttrice del TG1 RAI, e Carla Guidi, che hanno trattato, tra gli altri, gli argomenti scabrosi del turismo predatorio e del turismo sessuale. Numerosi altri relatori sono intervenuti sul tema, sviscerandolo nelle varie sfaccettature; si è parlato anche di sostenibilità e di turismo culturale (Anna Grassi e Claudio Loiodice).

Dopo vari brevi interventi, in qualità di conduttore dei lavori, ho voluto concludere con alcune strofe di una poesia di Gio Evan, un giovane scrittore pugliese:

 “Viaggiate / che sennò poi / diventate razzisti / e finite per credere /che la vostra pelle è l’unica / ad avere ragione, / che la vostra lingua / è la più romantica /….. viaggiate / che sennò poi finite per credere / che siete fatti solo per un panorama /e invece dentro voi / esistono paesaggi meravigliosi / ancora da visitare”.