Tu suoni la lira mentre il Partito democratico di Ladispoli brucia…

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Sarà pure tempo di vacanze di fine anno, ma la politica di Ladispoli sta vivendo ore decisive.

I cittadini, giustamente indaffarati a comprare capitone e spumante, non si accorgono della battaglia in corso, senza esclusione di colpi, all’interno del Centro sinistra dove si è arrivati alla resa dei conti. E sarà un redde rationem senza prigionieri visto che le correnti interne al Partito democratico sembrano essere su posizioni talmente distanti che trovare la quadratura del cerchio ad oggi appare impresa ardua.

La stampa locale da tempo sta sollecitando il Centro sinistra ad annunciare il candidato sindaco per le elezioni comunali di primavera, così come da mesi hanno fatto sia il Centro destra che il Movimento 5 stelle. I segnali della resa dei conti c’erano tutti, nel Pd si è preferito parlare del sesso degli angeli, nascondendosi dietro l’impegno collettivo del referendum costituzionale. Osservando la valanga di NO arrivati nelle urne di Ladispoli lo scorso 4 dicembre, verrebbe voglia di scrivere che il Pd meno si impegna, meglio è di questi tempi.

Adesso il recinto è aperto, le candidature stanno fioccando a raffica, nessuno dei contendenti sembra essere deciso legittimamente a fare un passo indietro, certo di avere le carte in regola per guidare la coalizione di Centro sinistra allo scontro finale contro il Movimento 5 stelle nelle urne.

Il vaso di Pandora, pardon del Pd, è stato aperto, con buona pace di quei sedicenti dirigenti locali che invece di bacchettare la stampa, rea di fughe in avanti, avrebbero dovuto guardare l’incendio che stava divampando in casa propria.

E dalle fiamme sono uscite le candidature dell’avvocato Siro Bargiacchi sostenuto dalla cosiddetta corrente moderata del partito, quella duplice della componente progressista che ha calato sul tavolo le nomination dell’ex sindaco Gino Ciogli e del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Loddo. Ciogli peraltro ha anche il sostegno del Comitato Consumatori del coordinatore Angelo Bernabei, delegato del sindaco Paliotta. In pista anche la candidatura a sindaco dell’assessore Marco Pierini, appoggiato da una corposa corrente del Partito democratico vicina agli operatori economici ed indicato come possibile vincitore di eventuali primarie di coalizione.

Ma ovviamente gli alleati di coalizione non stanno a guardare, in primis l’ala progressista e spiccatamente di Sinistra che propone l’assessore Francesca Di Girolamo a capo di una coalizione dai connotati fortemente civici.

Appare chiaro che il Partito democratico non può presentarsi con 4 candidati al tavolo con gli alleati di schieramento, rischiando di mostrarsi debole e lacerato.

Una bella gatta da pelare per i dirigenti del Pd che hanno finto di non vedere come la pentola fosse ormai sul punto di scoperchiarsi per le troppe perdite di tempo nell’indicare il leader della coalizione. La battaglia finale è alle porte, difficile fare un pronostico visto le peculiarità dei contendenti.

Ciogli rappresenta l’esperienza e l’ottima amministrazione, Bargiacchi la capacità di governare in modo ponderato anche nei momenti difficili, Loddo lo slancio dell’operatività di chi è cresciuto a pane e politica, Pierini la certezza di moderare e gestire tutto senza andare mai sopra le righe.

Quattro cavalli di razza, quattro purosangue che debbono trovare un accordo per non perdere la corsa. Ma i campioni, si sa, difficilmente arretrano di un metro.

Fuori dal Pd sale la nomination della Di Girolamo che può essere lo strumento per intercettare il vento nuovo del cambiamento epocale visto che Ladispoli non ha mai avuto un sindaco donna.

Che dire?

Stappiamo lo spumante per salutare il 2017, poi i botti veri li farà il Partito democratico di Ladispoli.