TROVA IL MARITO CON UN’ALTRA E DÀ FUOCO A TUTTO

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PER IL GESTO FOLLE DI UNA DONNA CLOCHARD PAGHERANNO TUTTI: IL SINDACO PRONTO A MURARE I LOCALI SOTTO AL PONTE.

Non ci ha visto più quando ha sorpreso il marito con un’altra a letto, nella baraccopoli. E allora acciecata dall’ira si è vendicata e ha tentato di dare fuoco al letto, distruggendo tutti i container utilizzati come alloggi di fortuna dai clochard, sotto al cavalcaferrovia di viale Europa, a Ladispoli.

La donna, una 48enne originaria della Polonia registrata come senzatetto, è stata arrestata dai carabinieri della stazione locale con l’accusa di incendio aggravato e tradotta nel carcere di Teramo. All’interno del container dove i senzatetto vivevano c’erano delle bombole gpl che miracolosamente non sono esplose per l’arrivo tempestivo di vigili del fuoco, protezione civile e carabinieri. Ma per il suo gesto folle di sabato scorso in pieno giorno potrebbero pagare tutti gli altri senza fissa dimora che da anni popolano i magazzini del viadotto in condizioni di igiene precarie e senza rispetto delle norme sulla sicurezza. Il sindaco ladispolano Alessandro Grando ha reso noto che ora sarà costretto a murare tutti quei locali improvvisati dove vicino tra l’altro si forma sempre una mega discarica a cielo aperto. Già in passato Palazzo Falcone aveva sgomberato l’area ma poi dopo pochi giorni gli sbandati tornarono a popolare i magazzini del viadotto.

Si sono sempre verificati episodi drammatici. Liti per un accaparrarsi un materasso o una coperta, accoltellamenti, cittadini dell’Est deceduti per il freddo, altri invece investiti mortalmente sui binari dai treni in transito.
Una condizione al limite della decenza segnalata quasi sempre dai residenti della zona, dagli utenti della posta e della biblioteca e dagli automobilisti di passaggio. «Purtroppo è così – ammette Sergio Blasi, comandante della Polizia locale – a breve dovremmo necessariamente agire per la tutela e la sicurezza. Non possiamo più tollerare che vengano messe a repentaglio delle vite umane». Ora i vari container neanche esistono più, sono stati inceneriti dal rogo e lo spazio per i clochard è ancora più ristretto.

La domanda è inevitabile: dove andranno a finire gli sbandati? In queste ore dei gruppetti sono tornati a prendere possesso dei giardini centrali di via Ancona dove si svolge ogni giorno il mercato ortofrutticolo. A Ladispoli, così come a Cerveteri, non esiste un centro di accoglienza. Nessuna amministrazione comunale ha mai pensato di avviare un iter temendo che altri stranieri arrivassero da varie località del Lazio. Nemmeno la Chiesa in realtà. La Caritas diocesana concede loro solo un pasto caldo, indumenti e la possibilità di farsi una doccia e rinfrescarsi. Al tramonto però diventano nuovamente “invisibili” in cerca di alloggi di fortuna. Le sponde dei fossi, i ponti, i prefabbricati abbandonati, i parchi pubblici e persino i muretti del lungomare. Una situazione di emergenza destinata ad aggravarsi con l’arrivo delle temperature rigide. A gennaio del 2017 fece clamore la morte di Marcel, polacco 30enne finito carbonizzato sotto ad un ponte perché accese una bombola del gas per riscaldarsi dal gelo.