Trevignano romano, arriva il 5g?

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Trevignano Romano
Trevignano Romano-Keynes

Tra i più bei borghi d’Italia, con Tuscania è tra le Bandiere Arancioni: un accordo privato potrebbe portare il 5G sul Lago di Bracciano. Cosa farà il Sindaco Maciucchi?

di Maurizio Martucci

L’Associazione dei Paesi Bandiera Arancione nasce dal Touring Club Italiano. Si tratta di un riconoscimento turistico-ambientale per l’eccellenza di borghi e piccoli comuni sotto i 15.000 abitanti, tra i più belli e confortevoli della penisola. Senza dubbio, un fiore all’occhiello. In tutto 235 centri fregiati d’arancio, di cui 20 nel Lazio: tra questi Tuscania e Trevignano Romano, sul Lago di Bracciano, dove presto potrebbe arrivare lo tsunami elettromagnetico di quinta generazione. Bandiera Arancione ha infatti stipulato un accordo quadro con la società INWIT Spa, Infrastrutture Wireless Italiane nata dal Gruppo Telecom Italia per proporre il lancio del 5G nei borghi e piccoli centri che aderiranno all’offerta: saranno coperti in maniera ubiquitaria da mini-antenne 5G con sistema DAS, cioè da una rete di antenne spazialmente separate, collegate tramite cavo coassiale e fibra, per fornire servizi wireless, cioè il 5G irradiato nell’aria da sorgenti molto ravvicinate, presumibilmente installato sui lampioni della luce, sui balconi dei palazzi e nei tombini sotto i marciapiedi.

Le Small Cell e il DAS, Distributed Antenna System – afferma INWITpossono dare un contributo fondamentale all’obiettivo di una connessione totale e mobile. Infatti, con questa tecnologia, inserita in apparati non più grandi di un libro, è ora possibile soddisfare la richiesta più importante per gli utenti: poter accedere ad una rete di qualità indipendentemente dal luogo, dall’ora o dal numero di accessi. Posizionate in punti strategici, danno la garanzia di una rete a banda larga, stabile e affidabile anche in metropolitana e in luoghi molto frequentati (sia aperti che chiusi) come stadi, ospedali, aeroporti, grandi luoghi di ritrovo, linee pubbliche di trasporto, hotel o sale conferenze”.

L’obiettivo è la copertura capillare del 5G nei centri Bandiera arancione sia in spazi aperti frequentati (centri storici) che in grandi ambienti chiusi (centri commerciali), e persino dentro infrastrutture sanitarie (ospedali).  Dall’associazione nata dal Touring Club precisano che le muove mini-antenne 5G saranno “capaci di supportare il segnale telefonico di tutte le compagnie telefoniche, insieme con un infittimento della possibilità di trasmettere tutti i dati che oggi sono necessari per dialogare in tempo reale con chiunque e in tutto il mondo. Ma anche con le cose, i modi e i tempi che si rendono necessari per gestire un servizio e per assicurarne una funzionalità”. A Febbraio una delegazione di Bandiera Arancione è stata ospitata a Monte Carlo per discutere di Smart City e turismo digitale: oggi il Principato di Monaco è la prima nazione d’Europa interamente coperta da 5aG.

Il problema è però l’annosa questione sugli effetti socio-sanitari, cioè le ripercussioni sulla salute delle radiofrequenze onde non-ionizzanti, possibili agenti cancerogeni dal 2011 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. I cittadini sono allarmati e così, appresa la notizia, tra i 235 Comuni arancioni diversi sindaci hanno già preso le distanze, dichiarandosi apertamente contrari al 5G in salsa turistica: Bagno di Romagna (Cesena-Forlì), Arona (Novara), Barga (Lucca), Tenno (Trento) e altri amministratori nei comuni in riva all’Adige non aderiranno. Nel consiglio comunale di Trento è stata poi presentata una mozione d’opposizione, esattamente come nei municipi di Sant’Agata dé Goti (Benevento), Maniago (Pordenone) e Valsinni (Matera), mobilitati poi i cittadini di Cisternino (Brindisi), Pizzighettone (Cremona) e Marostica (Vicenza) polemici sulla scelta del loro Sindaco di optare per il 5G arancione senza uno straccio di prova provata per sicurezza e innocuità su umanità ed ecosistema. Resta da capire quindi cosa faranno i Sindaci laziali, in particolare Claudia Maciucchi primo cittadino di Trevignano Romano. “E’ nostro dovere esprimere scetticismo per una tecnologia di nuova generazione, e ancora in via di sviluppo, attorno alla quale stanno sorgendo innumerevoli preoccupazioni riguardanti l’esposizione della popolazione e dell’ambiente all’elettrosmogGiuliano Marocchi, Sindaco di Tenno (Trento) ha scritto al Touring Club Italiano – la nostra Amministrazione non ha mai chiesto né di essere inserita nella sperimentazione 5G, né dato alcuna disponibilità in tal senso”.  Pronta la risposta del TCI: “Bandiera Arancione offre la possibilità di sviluppare gratuitamente l’infrastruttura a supporto del 5G.” Nuovo appuntamento Stop 5G è in programma a Roma verso la metà di Settembre.