Tra Terra e Divino, il workshop di Agostino De Angelis
Il sipario della storia sta per alzarsi nuovamente. Il Salone internazionale dell’archeologia torna dal 27 febbraio al 1°marzo 2026 a Palazzo dei Congressi di Firenze. Un momento straordinario di esposizione e confronto tra i più illustri protagonisti della cultura e dell’archeologia italiana. TourismA è un evento imperdibile fra passato e presente: convegni, mostre, laboratori, presentazioni e workshop. In questo scenario di eccellenza, si rinnova l’atteso appuntamento firmato Agostino De Angelis con ArchéoTheatron .
L’associazione culturale di Cerveteri rinnova la presenza al Salone dove i massimi esperti presentano le scoperte più sensazionali, le aree archeologiche più coinvolgenti, i grandi musei, le mostre. Qui, dove il passato vive, l’attore e regista Agostino De Angelis si fa custode di un percorso narrativo unico, volto a restituire luce e voce a siti archeologici e luoghi di culto troppo spesso eclissati dalla frenesia della modernità. Luoghi illuminati attraverso spettacoli teatrali multimediali che rappresentano un’altro modo di vivere la storia.
“Sarà il palcoscenico ideale per svelare la Stagione Teatrale 2026, un calendario audace e intriso di sorprese” garantisce l’ideatore De Angelis che invita alla partecipazione. TourismA: tre giorni ad ingresso gratuito dedicati alla comunicazione del patrimonio italiano. Evento organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore). Il programma completo su www.tourisma.it
Dal titolo “Tra terra e divino: Archeologia, AgriCultura e Culto nelle Civiltà“, il workshop sarà un susseguirsi di interventi con alto valore storico-scientifico-culturale programmati tra sabato 28 e domenica 1° marzo. Al fianco del regista, la casa editrice Edizioni Universo, con L’Ortica del Venerdì trasmetterà l’intero evento in diretta. Per la Redazione a Firenze, Barbara Pignataro.
Nel workshop ideato dal regista, il tema “Tra Terra e Divino” trova la sua sintesi perfetta nel culto del vino: non una semplice bevanda, ma un ponte tra la fatica dell’uomo e l’estasi dello spirito. Il viaggio parte dalla Terra: l’archeologia insegna che la viticoltura non è stata solo una pratica agricola, ma l’atto fondativo di intere civiltà. Dalle anfore vinarie etrusche ai palmenti scavati nella roccia, ogni reperto racconta di una natura plasmata dal sudore e dall’ingegno. Il vino nasce dal fango e dal calcare, richiede l’attesa del ciclo naturale e il rispetto delle stagioni, configurandosi come l’espressione massima della Gea che si fa nutrimento. Dalle radici si sale poi verso l’alto, verso una storia millenaria in cui il vino si trasforma in bevanda dei misteri dionisiaci, elemento sacro capace di elevare il banchetto profano a rito solenne. De Angelis esplora così come il concetto di AgriCultura unisca questi due mondi: coltivare la vite significa, intimamente, coltivare lo spirito. La proposta del regista onora quel fluido legame che ancora oggi ci permette di brindare con gli antenati, mantenendo lo sguardo rivolto verso il cielo.
“Si rinnova l’apertura verso enti pubblici e privati invitati a partecipare all’incontro che ho il piacere di organizzare dal lontano 2016 grazie alla sinergia con il direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti, allo staff tutto che approfitto per ringraziare sia per la fiducia che per la disponibilità dimostrata finora” dichiara la presidente di ArchéoTheatron, Desirèe Arlotta.
































































