“Timeless Barbra”, intervista a Donatella Pandimiglio

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Timeless Barbra

Aspettando domenica…

Aspettando domenica sera il concerto Timeless Barbra, intrattengo una piacevole conversazione con Donatella Pandimiglio la poliedrica artista che porta in scena un tributo a Barbara Streisand, sua musa ispiratrice fin dalla tenera età. Un parallelo di talenti e d’intenti la performance in scena nei Giardini della Filarmonica per I Solisti del Teatro, a cui non vedo l’ora di assistere, stasera va in scena la magia.

Manca poco è pronta?
Si! É un concerto a cui tengo molto, molto impegnativo. Provo un immensa gioia.

In passato aveva già presentato un progetto su Barbara Streisand, come nasce l’idea?
Il primo è nato per casualità nel 2007 lei fece una serie di concerti in Europa ed era prevista una data anche a Roma, io preparavo un lavoro per Pino Quartullo, sapeva che stavo facendo di tutto per andare al concerto, non ho mai nascosto il mio amore verso la grande Barbra, era tutta la vita che aspettavo di vedere da vicino il mio mito. La data romana venne annullata e volai a Parigi per realizzare il mio sogno. In tutto questo Pino “adesso che non viene lei lo farai tu un concerto tributo a lei”. Allora dirigeva il Festival dei Due Porti e mi commissionò l’omaggio con il titolo ironico “Aspettando Barbra” che eseguii al Fontanone Estate dove uscendo la copertina con i nostri due volti, è stata un grande trionfo. Oggi in occasione degli 80anni della Streisand torno con un concerto che sarà un anteprima estiva della prima, in cartellone al Teatro Ghione per l’inverno.

Le differenze tra i due concerti?
Riprende il primo con l’inserimento di tante novità tra cui la canzone che Franco Simone ha scritto per l’occasione. Con lui una sintonia artistica pazzesca, dopo tanto raccontare del mio rapporto con la diva mondiale, il grande poeta ha composto la canzone.

Il poeta con la chitarra…
Non lo conoscevo bene prima, mi si è aperto un mondo, lo considero un poeta vero. Io che solitamente sono attratta dalla musica americana, i musical, ho lavorato 25 anni con Piovani, ero lontana dal suo mondo ma ho scoperto un affinità incredibile nella testa, nel modo di essere, nel modo di amare le cose molto simile. Nonostante la diversità artistica è riuscito a trovare il linguaggio che fosse il mio.

Nella canzone si avverte il legame tra lei e la Streisand, come è nato questo amore?
Nello spettacolo lo racconto, la vidi in Funny Girl, lei aveva 26 anni, rimasi colpita dalla sua ironia, ero piccola ho sempre amato ballare il sabato sera davanti allo schermo in bianco e nero. Ricordo ancora il giorno che ho visto il film, quando lei alla fine appare dal buio in scena cantando My man e pensai “io un giorno voglio fare questo”. Da allora ho provato un’emozione che non mi ha più lasciato.

Nella lunga carriera la Streisand, non l’ha mai delusa?
Ci sono state delle scelte artistiche che non mi sono piaciute, ma il legame con lei è indissolubile, quando ha interpretato Yentl, nel 1984 io avevo perso mio padre un anno prima, il film era dedicato al suo, per me è stato un cazzotto nello stomaco. Un filo sottile che si ripeteva,”E Barbara cantava, la sua voce ripeteva…is my man…” le parole di Simone, catturano due frammenti delle nostre vite.

Parlando di lei racconta se stessa, ma Barbra non lo sa!
Mi imbarazza enormemente l’idea che sappia, “mi tremerebbero le mani e i polsi” come direbbero i poeti. Sarebbe bello condividere la sintonia che sento tra di noi, che lei ignora ma per me. resta un gigante inarrivabile!

Una carriera lunga 44 anni ancora teme un confronto?
Franco Simone sta provando, ha mandato il brano alla Sony in Sudamerica, intanto io mi dedico agli eventi, sono l’unica artista che dedica un intero spettacolo a Lei.

Stasera un’emozione senza tempo!