Terni, la nuova opera fotografica di Laura Priami “E di sostanza sferzante”

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E di sostanza sferzante, Laura Priami

Inaugurata il 20 giugno a Hydra-Museo Multimediale Cascate delle Marmore

di Andrea Macciò
Sabato 20 giugno, in concomitanza con il “solstizio d’acqua” è stata inaugurata presso il Museo Hydra di Marmore (Tr) l’installazione di una delle opere di maggiori dimensioni della fotografa Laura Priami. L’evento, curato da Franco Profili, è stato realizzato in collaborazione con le associazioni Artem e CavouArt.
Inaugurazione Marmore
L’opera proviene da un progetto fotografico “E di sostanza sferzante” che nel 2021 ha portato due fotografi, Laura Priami originaria di Massa Marittima anche se attualmente residente in Umbria, e Simone Vannelli di Torre Orsina, paesino della Val Nerina, a condividere e affrontare insieme la dura e umanamente difficile esperienza offerta da alcuni dei luoghi del lavoro abbandonati perché non più funzionali ai pesanti cambiamenti di mercato che hanno trasformato interi territori. “La natura si riprende con gli interessi quello che l’uomo le ha tolto” si legge nel saggio introduttivo alla mostra di Franco Profili.
LAURA PRIAMI
Nel 2022 dal viaggio in luoghi che hanno segnato pesantemente la vita e il paesaggio dei territori nei quali si trovano, oggi dismessi perché considerati non più produttivi e lasciati cadere su sé stessi in stato di abbandono anziché essere restituiti alla collettività è nata la mostra “E di sostanza sferzante” ospitata da Hydra nel novembre 2022 in un ciclo espositivo in sette appuntamenti a partire da giugno dello stesso anno tra Toscana, Umbria e Lazio.
L’immagine donata alla collezione permanente di Hydra rappresenta una turbina idraulica della centrale idroelettrica di Papigno, uno dei più interessanti edifici di archeologia industriale d’Italia, dismesso negli anni Settanta e acquistato dal Comune di Terni nel 2005.
Il progetto di recupero del luogo, ideale per una sistemazione museale, non è stato ancora avviato.
Tra gli obbiettivi della mostra e del titolo, come si legge nell’introduzione al catalogo curata da Franco Profili, c’è quello di essere “sferzanti” verso il modello sociale “usa e getta” che in meno di cento anni ha prima trasformato pesantemente il paesaggio della Valnerina con la realizzazione di questi impianti, e poi li ha lasciati in stato di abbandono.
Uno sguardo fotografico, quello di Laura Priami, che in un evocativo bianco e nero restituisce vita agli scheletri della civiltà industriale morente, in una città come Terni fortemente traumatizzata dall’industria stessa e che oggi sta cercando di emancipare la propria identità da quella di sola “città operaia” attraverso una ritrovata vitalità nell’ambito dell’arte contemporanea, senza dimenticare un passato che ha lasciato segni indelebili.
Cascata delle Marmore
Pochi segni di luce contribuiscono a dare volume al nero prevalente in questa fotografia, come in molte altre opere della mostra, un segno stilistico distintivo della ricerca sull’archeologia industriale che l’artista sta portando avanti da alcuni anni.
L’opera di Laura Priami si inserisce ad arricchire la sezione storica del Museo Hydra, il “Museo della Cascata delle Marmore” aperto nel 2021 in un periodo molto difficile per le attività espositive, su iniziativa di soggetti privati e oggi diventato un punto di riferimento culturale.
Museo Hydra ingresso
Il percorso di Hydra si apre con installazioni immersive video e multimediali che illustrano la storia della Cascata e della centrale idroelettrica ancora oggi attiva di Galleto, prosegue con una sezione di opere dedicate alla “risorsa acqua” e una sezione storica, con foto e documenti di archivio che ricostruiscono la storia dell’industria e dell’idroelettrico a Terni e in Valnerina, con fotografie e documenti di archivio.
Museo Hydra Marmore
In questa parte irrompe lo “sferzante” contemporaneo della fotografia di Laura Priami, a presentare al visitatore un frammento della realtà odierna di una delle strutture raccontate   nella sezione storica.
Il percorso espositivo si conclude con un’altra immagine di un fotografo contemporaneo, Piercarlo Duranti, e un video sempre sull’ex centrale di Papigno.
Alcune delle immagini di “E di sostanza sferzante” rappresentano ed evocano una realtà attraverso frammenti e resti della vita di quei luoghi: sedie, telefoni, una vecchia bicicletta, dei vecchi registri.
L’immagine della turbina riesce a fissare la trasformazione in senso estetico e artistico di un oggetto sottratto da tempo immemorabile al suo valore funzionale.
“Il particolare del macchinario fissato nella fotografia diviene modello e straordinario atto d’amore del vissuto della comunità” si legge nel documento di presentazione dell’evento.
La nuova opera fotografica rappresenta un ulteriore elemento di interesse per il Museo Hydra, un progetto ideato e realizzato da Francesco Fioretti e Alessandro Capati, che si propone di valorizzare la Cascata delle Marmore come bene culturale dal valore più ampio della semplice bellezza paesaggistica, come simbolo dell’interazione tra l’uomo e l’elemento acqua, e come parte della storia culturale e sociale della città di Terni e della Valnerina.
ll museo Hydra fa parte, insieme ad altri 70 musei del mondo, del prestigioso Water Museums Global Network” dell’Unescoche si propone di sviluppare una nuova consapevolezza dell’importanza dell’acqua e di educare all’uso di questa fondamentale risorsa. La sezione didattica, che ha un ingresso a parte, è uno dei punti di eccellenza della nuova struttura che in soli tre anni è riuscita a diventare parte integrante dell’offerta museale del Comune di Terni e a rappresentare una simbolica “porta” del territorio della città e della vicina Valnerina.