Tari, il Pd di Ladispoli interviene

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acqua potabile

Riceviamo e pubblichiamo dal Pd di Ladispoli. Il Sindaco Grando invece di pensare a polvere e tappeto dovrebbe preoccuparsi del calo allarmante della percentuale di differenziata,  negli ultimi sei mesi, più o meno da quando si è insediata la sua giunta. Situazione questa che, se non si corre ai ripari, porterà a futuri nuovi aumenti per via del costo del conferimento del rifiuto indifferenziato. Perdere tempo nella ricerca di bozze di delibera o, meglio, di ipotesi di delibera fatte (e conservate) dagli uffici, per pubblicarle sulla sua pagina facebook gridando allo “scandalo”, non fa che rendere ancora più inquietante il quadro. Al Sindaco basterebbe leggere quella approvata di delibera (l’unica sulla quale è lecitamente possibile dibattere) DEL. CC n° 14 del 2017 per capire che, alle bozze senza alcuna efficacia esecutiva, era seguita una nota emanata dalla segreteria comunale (primo organo di controllo e di verifica del comune), con cui la stessa, su disposizione dell’Amministrazione, dava indicazioni agli uffici per la redazione del piano finanziario 2017; quello da mandare in approvazione, per capirci. Dire “tutta colpa della vecchia amministrazione” non lo salverà dagli errori madornali che sta compiendo e questo cominciano a vederlo chiaramente anche i cittadini. È vero che nel suo programma non parlava di “miracolo dell’abbassamento Tari” ma, tra il non abbassare e l’aumentare del 6% una tassa c’é una differenza ENORME. Ed è di questa differenza che dovrebbe farsi carico. E magari anche di spiegare davvero nel dettaglio a cosa è dovuto l’aumento che, ai cittadini, costerà quasi 500mila euro in più dell’anno precedente.

PD Ladispoli