Stryctus Ignatii, paradossale e cantradditoria

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ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Stryctus ignatii (Ignatia) è una pianta molto velenosa. Appartenente alla famiglia delle Loganacee contiene alcaloidi di stricnina e brucina. E’ una pianta rampicante a distribuzione pantropicale e presente, più di rado, anche nelle regioni temperate. Come tutte le Loganacee fa parte dell’Ordine delle Contorte, una trentina di generi con più di seicento specie. Stryctus ignatii è uno dei generi più importanti assieme al Gelsemium, Spigelia, Logania, Nuxia. Quali sono le sue caratteristiche? Le foglie sono opposte (una di fronte all’altra sul ramo) piuttosto semplici, fornite di stipole (foglie generalmente rudimentali e sessili, che si sviluppano alla crescita di una vera foglia) e fiori ermafroditi regolari. Vi è già una contraddizione: foglie rudimentali, appena abbozzate delle stipole e fiori regolari. Se poi osserviamo il fusto di questo vegetale che si arrampica notiamo che è contorto, non segue una direzione lineare ma appunto si conosce, cambiando direzione nel percorso, torna indietro, è imprevedibile. La stricnina, che assieme alla brucina è presente in numerosi Loganace, forma ottaedri incolori, molto amari, poco solubili nell’acqua e nell’ alcol. E’ estremamente tossica per il sistema nervoso centrale: stato simil tetanico o, se in dosi molto piccole, aumenta l’eccitabilità riflessa. La sede dell’azione elettiva è il bulbo e midollo spinale. Se si ingerisce una dose di qualche centigrammo (è usata per la distruzione dei topi) si manifestano entro 30 minuti, vertigini, rigidità muscolare, trisma, vilente scosse tetaniche, difficoltà respiratorie, aritmie cardiache. La morte avviene nel corso di una convulsione mentre il sensorio e la coscienza restano perfettamente integri. La brucina ha le stesse proprietà stimolanti nervine, seppur meno tossiche della stricnina. E’ l’alcaloide della Nux vomica (altro importante, come Ignatia, rimedio omeopatico). Nel “mondo ponderale” le sostanze tossiche (animali, vegetali, minerali) possono uccidere . Nel mondo infinitesimale (di Gulliver) omeopatico, quando vengono dinamizzate e assai diluite, possono rivelarsi benefiche (ovviamente non i tutti i casi, solo nei pazienti in cui è ancora presente una seppur modesta forza vitale). Sono questi i due opposti (ponderale e infinitesimale) della stessa medaglia. Opposti che coincidono nelle patologie umane. Come si presenta Ignatia omeopatica? E’ uno dei rimedi più prescritti , dalle caratteristiche inconfondibili. Il paziente soffre, di umore variabile, con atteggiamenti contradditori e paradossali; il riso che si alterna con il pianto; la nausea che migliora mangiando, il desiderio di fumare pur non sopportando il fumo di tabacco. Il soggetto è scioccato, tende alla depressione (che spesso maschera), vuole restare solo. Alla base di tutto vi può essere un lutto, dispiaceri a lungo patiti, cattive notizie, mortificazioni, delusioni amorose e/o affettive. Più spesso la si riscontra nelle donne e nei bambini facilmente eccitabili (il sistema nervoso bersaglio della stricnina). Le patologie sono più psichiche che fisiche! Riguardano le somatizzazioni ansiose: dispnea sospirosa con conseguente sindrome da iperventilazione, bolo isterico, cefalea tipo “chiodo fisso”, tosse nervosa a ripetizione che peggiora col tossire, colite spastica con alvo che tende alla stipsi e stimoli inefficaci che sembrano partire non dal colon ma dall’epigastrio. Si va dalla somatizzazione poco eclatante fino all’isteria. E’ ipersensibile al dolore, peggiora con le emozioni sgradevoli, con il freddo; migliora col caldo e la distrazione. Stychnos (stricnina) ignatii provoca un’eccitazione tetaniforme dei centri bulbo – midollari. In dosi basse (ma ponderali non omeopatiche) produce iperestesie sensoriali e psichiche, manifestazioni spasmodiche. Forse non è un caso che una pianta cosi velenosa, se diluita e dinamizzata all’infinitesimale, sia assai più preziosa, senza affatto tossica, dei famarci ansiolitici. E’ forse un delitto pensare che in Natura ci sia  un disegno prestabilito?

P.S. Personalmente preferisco una dose unica granuli alla 30 o 200 CH da ripetere, se necessario, a distanza di tempo.

Aldo Ercoli