A Cerveteri la testimonianza di una donna di 86 anni: “Sicurezza negata”.
I lavori di manutenzione stradale dovrebbero garantire sicurezza e decoro alle nostre città. Troppo spesso, però, si assiste a interventi eseguiti a metà, dove le ruspe stendono una striscia di asfalto perfetto unicamente al centro della carreggiata, dimenticando i margini delle vie. Il risultato è una beffa quotidiana per i residenti: corsie centrali fluide per le auto in transito e bordi stradali ridotti a percorsi di guerra per chi quelle strade le vive a piedi ogni giorno. Questa gestione della cosa pubblica crea cittadini di serie A e di serie B, trasformando il semplice gesto di uscire di casa in un rischio altissimo, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Per capire l’impatto concreto di queste opere incomplete basta raccogliere lo sfogo dei residenti. A Cerveteri, in via Alfani, la situazione è emblematica. A raccontarlo è una signora di 86 anni che vive sulla propria pelle i disagi di un intervento mai terminato. «Su via Alfani hanno rifatto il manto stradale circa due anni fa, ma solo al centro», spiega l’anziana residente. «Per entrare e uscire dal mio cancello devo superare un metro di asfalto completamente distrutto. Ogni volta che devo raggiungere la macchina sono costretta a fare la massima attenzione a dove metto i piedi. E mai da sola. Anche davanti al passo carrabile è tutto dissestato».

Una situazione di pericolo costante che limita l’autonomia e aumenta il rischio di cadute. Come se non bastasse, l’incuria si somma alla mancata risoluzione delle segnalazioni urgenti. «A pochi metri dal mio cancello c’è una buca molto profonda, segnalata fin dallo scorso 15 agosto, dove già più di qualcuno è caduto facendosi male. Il pericolo vero è che, girando sulla via, non si vede affatto: gli aghi di pino la coprono interamente, ingannando i passanti».

Il caso di via Alfani accende i riflettori su un problema amministrativo ed esecutivo diffuso. Rifare solo la parte centrale di una via permette forse di risparmiare sui costi materiali e di velocizzare i cantieri, ma ignora la funzione primaria di una strada cittadina, che deve includere la sicurezza dei margini, dei passi carrabili e degli accessi pedonali.




































































