IL TESORO CRIMINALE
Un tesoro di miliardi di euro sporco del sangue di tutte le vittime di mafia
Come spiegavo la volta scorsa, dal tesoro di Vito Ciancimino, che, sarebbe ancora custodito in qualche caveau, per almeno altri 50-60 milioni di euro, passiamo a quello del più crudele e spietato boss della mafia, Totò Riina.
Un uomo che a incrociarlo in giro per strada, non diceva assolutamente nulla, basso, grassottello, con un viso insignificante. Un rappresentante del sesso maschile di smisurata malignità e spietatezza, ma fu lui ad organizzare la mano armata che mise fine il 23 maggio 1992, alla vita di Giovanni Falcone, della moglie magistrato Francesca Morvillo, della scorta composta da Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo e che per un puro caso del destino lasciò in vita, ma con lesioni e traumi incancellabili, gli altri uomini della scorta Angelo Corbo, Gaspare Cervello, Paolo Capuzza, Giuseppe Costanza.
Totò Riina è identificato come il capo indiscusso di Cosa Nostra ed il braccio armato e capo della logistica della strage di Capaci, certamente, egli dava la caccia al Giudice Giovanni Falcone almeno dal 1982, quando questi inizia a lavorare alacremente contro la mafia palermitana, contro nello specifico la cosca dei cosiddetti Corleonesi. Il Giudice Falcone, insieme a Paolo Borsellino ed altri, con il Maxiprocesso iniziato nel 1986 e conclusosi nel 1987, al primo grado di giudizio, ed il 30 gennaio 1992 con la definitiva conferma in Cassazione, diede un duro colpo agli uomini dell’organizzazione mafiosa.
La famiglia di Totò Riina abitava in un palazzetto basso e anonimo di via Scorsone 24 a Corleone, la figlia Lucia abita ancora qui, mentre l’altra figlia Maria Concetta abita in Puglia a San Pancrazio salentino, ed il figlio Salvo, dopo aver scontato una pena di 8 anni e 10 mesi per reati legati alla mafia, era tornato a Corleone, ora vive nel sud della Spagna, voleva ricostituire una cosca mafiosa, non è detto che non ci sia riuscito.
Il più temuto dei quattro figli di Totò, è Giovanni, che dal 2002 sconta, come il padre, una condanna all’ergastolo per cinque omicidi avvenuti a Corleone nel 1996, è da me considerato la seconda pelle del padre, persona estremamente pericolosa, la cui capacità di mantenere collegamenti con l’associazione criminale non è certamente venuta meno, tanto che il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha bocciato il ricorso dei suoi legali ad un regime di detenzione differente, confermando il carcere duro. Giovanni è del 21 febbraio 1976 ed ha trascorso quasi tutta la sua vita in carcere, beccato, a soli 20 anni, un omicida freddo e calcolatore, che con volontà ha sempre avuto il desiderio di emulare il padre, rinunciando inconsciamente ad una vita sociale, sempre isolato e latitante fino al suo arresto.
L’IMMENSO TESORO
Così diceva il boss intercettato in carcere: «Io, se recupero pure un terzo di quello che ho, sempre ricco sono». 24 anni di latitanza, il carcere a vita poi fino alla sua morte, per ben 26 condanne all’ergastolo, purtroppo, non scontabili in questo mondo.
Collezionò però almeno 25 anni ininterrotti in carcere, dal momento del suo arresto il 15 gennaio 1993 fino alla morte, avvenuta il 17 novembre 2017.A nulla valgono le dichiarazioni dei figli,a noti giornalisti, che per visibilità, li intervistano e gli consentono di essere sulla scena mediatica, ciò lo considero atroce ma anche pericoloso per le giovani generazioni. Anche in questi casi, è il danaro sempre al centro, il profitto supera il rispetto, in una società sempre più egoista, dove Totò Riina non ricopre più alcun interesse. E vanno anche ricordati tutti i tentativi dei suoi familiari di riportarlo nella sua casa a Corleone, a 87 anni, lui che non ebbe la minima pietà di torturare e far uccidere un bambino, lui, ha avuto al suo capezzale i suoi familiari mentre stava morendo. Le istanze però fortunatamente vennero respinte dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna che aveva rigettato la richiesta del differimento della pena, in subordine, della detenzione domiciliare, presentata dai legali del boss.
Ciò che ci deve far riflettere è la dichiarazione proprio di quei giorni della Direzione investigativa antimafia che aveva ribadito che il boss era ancora «a guida di Cosa nostra, a conferma dello stato di crisi di un’organizzazione incapace di esprimere una nuova figura in sostituzione di un’ingombrante icona simbolica», come per altri prima di lui, voleva dare le ultime istruzioni, ed è probabile che riguardassero il suo patrimonio nascosto.
INTOCCABILE
Devo onestamente bollare il patrimonio illecito di Totò Riina come intoccabile, perché non è possibile che sia quantificabile in un 1 milione e mezzo di euro, o in qualche decina di ville già confiscate.
Significherebbe che Totò Riina valeva meno di … Ciancimino.
Quanto vale, a quanto ammonta il tesoro del boss ? Ebbene, intanto c’è da sapere che per ogni “affare” con “licenza” proveniente da appalti, servizi e ogni altra forma di investimento che potesse ripulire il denaro sporco (guadagnato a sua volta con estorsioni, traffico di droga e contrabbando di sigarette), al capomafia, andava a lui personalmente una percentuale pari all’1%.
Partiamo quindi da un dato certo, derivante da numerose relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia, il traffico di droga, è stato per i Corleonesi tra gli anni ’70 e ’90 uno dei più grandi flussi finanziari illeciti al mondo, con profitti stimati in miliardi di dollari. Con la decisione di Cosa Nostra di entrare nel narcotraffico, il valore dei traffici è cresciuto esponenzialmente. Nel 1983, laboratori di eroina scoperti in Sicilia contenevano sostanze con un valore di strada stimato in oltre 62 milioni di dollari all’anno. Secondo indagini federali USA, nei primi anni ’80, la mafia siciliana controllava l’importazione di eroina verso gli USA, movimentando circa 1,65 miliardi di dollari in soli 5 anni (inclusi nel traffico “Pizza Connection”). La costruzione e il traffico di droga a Palermo negli anni ’70/’80 valevano, secondo stime, più di un miliardo di euro, sempre l’anno. Erano i decenni in cui tale traffico era controllato dai corleonesi.
Dove e chi
Dove potrebbe essere oggi questo tesoro?
I dati sin qui esposti, estratti da fonti ufficiali, potrebbero attestare il patrimonio Riina, il tesoro illecito, come minimo a due miliardi di euro.
Chi lo protegge?
Come è stato ripulito?
Una idea la ho, ci arriveremo passo per passo nelle prossime edizioni, mi raccomando continuate a seguirmi, almeno per il coraggio che sto dimostrando, dato che nomi altisonanti del giornalismo italiano neanche osano toccare l’argomento soldi. Io, invece, da brava studentessa del metodo Falcone, so’ che anche da morti, se gli tocchi il portafogli … li colpisci!
Francesca Toto
il pungolo

































































