E’ scontro in Parlamento sul disegno di legge che punta a modificare radicalmente la legge 157/1992 sulla caccia. Le associazioni animaliste presentano una proposta di legge popolare per abolire la caccia, incrementare le aree protette e imporre ai cacciatori il divieto di accesso nelle proprietà private.
Il disegno di legge 1552, che punta a modificare radicalmente la legge 157/1992 sulla caccia, ha scatenato la reazione degli animalisti e della società civile: è battaglia in Parlamento. “Questo disegno di legge è un attacco al cuore del diritto ambientale italiano. Non è una riforma, è uno smantellamento studiato a tavolino per favorire le lobby venatorie, senza alcun rispetto per la Costituzione, per l’Europa e la scienza”, ha dichiarato Annamaria Procacci, dell’Ufficio Fauna Selvatica dell’Ente nazionale Protezione Animali (ENPA) ed ex parlamentare dei Verdi. Per bloccare quello che viene definito un tentativo di “deregulation venatoria” senza precedenti, sono stati depositati quasi 2 mila emendamenti. I punti considerati più critici sono: l’apertura alla caccia anche nei periodi di migrazione e nidificazione; il ritorno senza limiti dei richiami vivi, già condannati a livello europeo; il ridimensionamento del ruolo scientifico dell’ISPRA; la riduzione obbligata delle aree protette in alcune Regioni; la caccia nelle foreste demaniali, con gravi rischi per i cittadini; l’equiparazione delle licenze venatorie estere, senza controlli. Per contrastare questa deriva ENPA, con le altre cinque grandi associazioni per gli animali (Animalisti Italiani, LAC, LAV, LNDC, OIPA), ha promosso una proposta di legge d’iniziativa popolare per vietare la caccia in Italia. La proposta ha superato la soglia delle 50.000 firme necessarie per essere depositata in Parlamento. Adesso si apre lo scontro per l’abolizione della caccia, la tutela di orsi e lupi, l’incremento delle aree protette e il divieto d’ingresso dei cacciatori nelle proprietà private. La speranza è di accantonare il DDL della maggioranza, definito “sparatutto” che, afferma OIPA, ha l’obiettivo di demolire le tutele degli animali selvatici, concedendo ancora più spazi ai cacciatori e più animali da uccidere per il loro sanguinario divertimento, giungendo addirittura a eliminare il limite temporale massimo alla stagione di caccia e a ridurre le aree protette. “Abbiamo già chiesto un incontro al Presidente del Senato Ignazio La Russa, per consegnare nelle sue mani le firme raccolte a sostegno della nostra proposta di legge per l’abolizione della caccia – continuano le associazioni – vogliamo portare la richiesta del 76% degli italiani dentro le stanze del potere politico, dove in queste settimane i partiti di maggioranza stanno decidendo uno scandaloso e violento attacco agli animali selvatici.”
Colonia felina del castello di Santa Severa https://gliaristogatti.wordpress.com




































































