Stagionali, perché non si trovano

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«Tutta colpa del reddito di cittadinanza» è davvero così?

I giovani preferiscono rimanere a casa con il reddito di cittadinanza, è diventato un mantra. Gli imprenditori lo  ripetono ad oltranza da mesi, poi con l’arrivo dell’estate in una cittadina balneare come Ladispoli è quasi d’obbligo. Ma siamo certi che il motivo per il quale manca personale nei ristoranti, pub, chioschi e bar sia l’attitudine dei giovani di stare a casa o preferire il mare? Non sarà invece che, se è vero che il reddito di cittadinanza fa realmente concorrenza ai salari con i suoi 561 euro mensili di media, il problema è il salario anziché il Reddito!?

Cercasi commessi, bagnini, camerieri…

Alla chiusura delle scuole un nutrito numero di diciottenni è sempre stato attratto da un guadagno extra da destinare magari alle vacanze di settembre, impegnati sulle nostre spiagge come baristi e spiaggini, nelle piscine condominiali (che quest’anno riaprono per la felicità dei condomini), nei negozi di abbigliamento che in questa stagione prendono una boccata d’ossigeno dopo il lungo inverno triste. Anche nei centri estivi l’età media degli operatori è dai 16 ai 18 anni. Passano gli anni ma la ricerca d’impiego non è mai diminuita e lo si vede girando per le vie del centro, lungomare, nei vivaci locali serali su viale Italia. Il personale è giovane, fresco e performante.

Il fenomeno; non si trova personale

Gli annunci per i lavoratori stagionali: servono 387 mila tra receptionist, cuochi e camerieri ma il 40% non si trova.
Il reddito di cittadinanza è diseducativo, secondo Renzi, l’associazione imprenditori, la Destra italiana, perché impigrisce i giovani e li spinge a rifiutare offerte di lavoro“. É un fatto. E veniamo all’altro, c’è il fatto che gli stipendi italiani si sono abbassati almeno del 3% dagli anni 90 ad oggi, e gli imprenditori di fronte al rivale reddito di cittadinanza reagiscono lamentandosi anziché alzare l’offerta economica per i giovani e sopratutto per i lavoratori maturi che si trovano nella necessità di rincorrere il lavoro stagionale. Sì, perché poi, altra insolita leggenda metropolitana, la misura del Reddito non riguarda in particolare i giovani, al contrario è la fascia dai 36 anni in sù ad accedervi. Dunque una riflessione è d’obbligo, se il reddito di cittadinanza con i suoi 561 euro mensili è capace di fare concorrenza al salario offerto dai commercianti, il problema non è mica il reddito, sono i salari. Perché parliamoci chiaro, un conto è il sacrificio che una persona compie pensando al suo futuro oppure per il quotidiano pasto, un conto è essere masochisti. Non è un caso che si torna a parlare di salario minimo, non è un caso che in Europa si aggira intorno ai 12 euro l’ora per una prestazione temporanea e da noi non supera i 5 euro con picchi vergognosi di 2 euro l’ora per le mansioni più faticose.

Non solo, altra incongruenza nelle parole degli imprenditori brontoloni, la spieghiamo con l’esempio di un negozio di abbigliamento in centro che esibisce il cartello cercasi commessa in vetrina. Alla domanda se c’erano limiti d’età, la risposta è stata certo che si! 21 anni era già titubante, quasi uno sforzo. Abbiamo poi detto che si trattava della prima esperienza lavorativa e la faccenda si è fatta seria: certo preferisco con esperienza, mica si può insegnare tutto per soli due mesi, provi a passare che si valuta. Certo anche di buona presenza, ibera da impegni familiari…
Ebbene, può rivelarsi difficile essere un giovane studente in cerca di impiego stagionale, se spinto dalla sola voglia di indipendenza e di formazione poco male rimandare di qualche anno in attesa di offerte più dignitose o meno pregiudizi, ma se lavorare l’estate è necessario per l’acquisto dei libri a settembre oppure per le scarpe nuove, allora si accetta tutto portando a casa un esempio del mondo del lavoro a dire poco diseducativo.

Comunque sostenere che i giovani sono tutti instancabili lavoratori e gli imprenditori tutti furbi sarebbe sbrigativo e lontano dalla verità, come ogni catalogazione, non siamo libri. Vero è che la pigrizia non è la sola causa della carenza di personale stagionale, della disoccupazione, dell’Italia dei bonus. Ricordiamo anche la difficoltà, tutta italiana, di far incontrare domanda e offerta di lavoro; ricordiamo le scarse competenze pratiche fornite dal percorso di studi; ricordiamo soprattutto quanto è caro vivere oggi e mantenere aperta un’attività commerciale. Se uno degli obbiettivi del reddito di cittadinanza era quello di stimolare l’aumento del salario, è miseramente fallito. Ricordiamo infine, i giovani che lavoreranno questa estate a 5/6 euro all’ora.