SPORT ALLE CORDE, RISCHIA IL KO

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DAL PALLONE AL NUOTO, DAI CLUB CALCISTICI AI GESTORI DELLE PALESTRE.LO SFOGO: «DA NOI PIÙ SICURI CHE NEI PARCHI»

Ala fine è anche lo sport a pagare le nuove limitazioni lanciate a reti unificate dal premier Conte su regia del suo fedelissimo Rocco Casalino. Intanto bloccati i campionati dei così detti sport di contatto, quindi calcio, basket e volley e tutte le loro declinazioni amatoriali. Delle partite tra amici a calcetto si è già parlato quando due settimane fa erano state di fatto “congelate”. Ora però il nuovo Dpcm estende i divieti anche al settore dilettantistico. Eccezion fatta per le prime squadre delle varie categorie dalla serie D in giù (quindi in Eccellenza Ladispoli e Cerveteri dopodomani saranno in campo) potrebbero essere i settori giovanili a pagare.

I giovani sono il serbatoio del futuro, e i vari club rischiano di pagare uno scotto altissimo, dopo per altro aver pagato le iscrizioni dei campionati alle rispettive Federazioni. Il braccio di ferro tra Spadafora, ministro allo Sport e quello della Saluta, Speranza, ha prodotto questo risultato. Il testo specifica che «sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni di interesse regionali e nazionali», mentre «l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relativa agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non per gare e competizioni».

Il coro di protesta. Le società proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra ma solo in forma individuale ma sono alle corde e hanno scritto al Governo, in 55 nel Lazio: «A noi risulta difficile dire ai nostri bambini, alle nostre bambine, ragazzi e ragazze che non possono giocare a calcio, che non possono divertirsi con i propri amici, confrontarsi con gli avversari e che non possono imparare i valori che noi vogliamo insegnare: il senso del rispetto dei compagni e degli avversari, la cultura della vittoria e della sconfitta». Poi ancora: «Le attività sportive in tutte le loro forme devono essere salvaguardate nei luoghi all’aperto e al chiuso come palestre e piscine alle quali però è stato dato un ultimatum. Il rischio è che invece di far svolgere attività sportiva ai ragazzi in un ambiente sano e controllato, gli stessi possano riversarsi nei parchi o nei cortili senza alcun tipo di controllo. Inoltre rimaniamo basiti rispetto alla decisione di sospendere tutti i campionati di tutte le categorie provinciali (sia calcio a 11 che calcio a 5) di fatto discriminando così atleti che giornalmente si impegnano».
Palestre. Il ministro Vincenzo Spadafora continua a difendere lo sport e prepara nuove mosse: «venerdì pubblicheremo un protocollo attuativo più rigido per palestre e piscine che prevede maggiore distanziamento e anche il possibile utilizzo della mascherina in determinate attività – ha spiegato in tv». Tuttavia l’allarme resta. Lo scorso marzo hanno dovuto chiudere per via del lockdown. Sono state tra le ultime a ripartire, con tutte le prescrizioni del caso: misurazione della temperatura dei clienti all’ingresso, gel sanificanti, percorsi differenziati, distanziamento degli attrezzi all’interno delle strutture per garantire il distanziamento. Un labirinto davvero necessario però per poter riaprire in sicurezza. Ed ora i centri sportivi rischiano di dover pagare nuovamente.

Nuovo Laboratorio Danza Ladispoli. «Sei mesi di fermo totale – si sfoga Maria Napoli, la titolare – riapriamo fiduciosi a settembre quindi che fai: con sacrificio investi affinché tutto sia a norma di legge, sanifichi tutta la scuola ma non solo: robottini telecomandati nella canalizzazione, prelievi delle polveri e dovute analisi di tutto l’impianto di aerazione (ergo) sterilizzazione degna di una sala operatoria, monitoraggio presenze e risme di moduli da compilare giornalmente con annesse registrazioni delle temperature e chi più ne ha più ne metta Tutto questo accade ogni giorno con un impegno estenuante degno della passione per il nostro lavoro che oggi è messo in discussione con una leggerezza e noncuranza disarmante». Parole amare quelle di Mary Napoli: «Le scuole di danza sono luoghi sicuri, il rispetto delle regole è nella nostra forma mentis, l’attività fisica è salute ma purtroppo tutto questo non sembra ancora bastare. L’intimidazione di questa famosa settimana? Un affronto». Tyrsenia Sporting Club Cerveteri. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Novella Conti del ‘Fabiana Straini’: “Rimarremo aperti, perché è dal 18 maggio che rispettiamo tutte le procedure anti-covid. Abbiamo passato l’estate insieme ai nostri soci che ci hanno dato la loro fiducia e stima. Abbiamo programmato la stagione invernale sapendo che non sarebbe stato facile ma neanche impossibile. Stiamo attuando tutti i protocolli, i nostri soci ci stanno dando una mano rispettandoli». Gabbiano Ladispoli. «Il Gabbiano Centro Sportivo e la FDM Formazione Danza Mantini sono in regola con il Dpcm dal 18 maggio. Noi rispettiamo i protocollo, perciò abbiamo il diritto di continuare a lavorare e ad insegnare a chi continua a vivere con rispetto del prossimo», è la presa di posizione dei gestori. «Multate chi non rispetta le regole e lasciate in pace chi lavora da sempre onestamente. Andiamo avanti a testa alta. Non toglieteci lo sport per favore. Vogliamo solo avere l’opportunità di continuare a vivere con lo sport convivendo anche con questo virus rispettando scrupolosamente le regole. Non lasciateci morire».