Spinaceto: lo stadio del Rugby e i suoi misteri

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Spinaceto è un quartiere della periferia sud di Roma. Un quartiere che ha fama di essere un posto “difficile”, con i suoi enormi palazzoni di stile sovietico che si affacciano su via dei Caduti della Liberazione. E proprio in questa strada che taglia a mezzi il territorio, c’è il Parco “Campagna 2” dove sorge lo stadio del rugby mai inaugurato ed ora in completo degrado insieme ad altri impianti, come una piscina olimpica. Spreco enorme di soldi pubblici (32 milioni di euro) finiti nel giro dello scandalo dei cosiddetti punti verdi qualità. Il posto è veramente spettrale seppure inserito in un parco selvaggio e ricco di verde e di fauna selvatica, che si protende verso la Pontina da un lato e il mare Tirreno dall’altro. Entrando dentro si trovano macerie e degrado. L’interno è anche occupato abusivamente. Nel muro sono disegnati inquietanti graffiti che ricordano un film di Dario Argento. Facce beffarde, con colori preminenti di rosso e nero. Facce sghignazzanti, da vero film horror. Da poco tempo è divenuto noto perché il cantante Folcast vi ha girato un video –dal titolo “Scopriti” – risultato poi vincitore del premio SIAE all’ultimo Festival di Sanremo.

Lo stesso autore – nato proprio a Spinaceto- mostra le degradate condizioni in cui versa la struttura. Intorno allo stadio inutilizzato sono sorte diverse leggende e anche storie inquietanti certamente alimentate dall’atmosfera di mistero che aleggia. Poco tempo fa c’è stato un fenomeno particolare e cioè la comparsa di cerchi nell’erba in cui le foglie erano piegate su un lato e come bruciate all’estremità. Il cerchio principale, inizialmente molto ben delineato, è stato trovato vicino ad una pista di pattinaggio in cemento molto frequentata. Poi un secondo cerchio, di dimensioni minori, è comparso una settimana dopo più a sud, in un luogo più appartato e coperto da una folta vegetazione, posto vicino ad una chiesa. Intorno ai cerchi i testimoni hanno comunicato che non ci sono più formicai e gli insetti appaiono stranamente assenti, come se fossero intimoriti ad entrare nell’area. È vero che i cerchi potrebbero essere scherzi frutto di qualche buontempone, ma la vicenda ha destato la curiosità di diversi gruppi specialistici che si sono recati sul posto per studiare meglio il fenomeno e fare riprese aree con i droni. Abitanti della zona affermano che dentro lo stadio in disuso si tengano addirittura misteriosi riti pagani, forse messe nere che vengono “celebrate” nelle notti di equinozio e solstizio che, come noto, sono considerate “notti magiche”. Prima di questi eventi sono stati visti strani personaggi incappucciati di bianco che si aggiravano nel parco in cerca di erbe che coglievano e riponevano con attenzione in un sacchetto di iuta. Insomma, gli ingredienti per approfondire il mistero ci sono tutti.

Occorre solo fare attenzione, per chi è interessato ad una visita, a non andare mai da soli e fare comunque molta attenzione quando si entri in luoghi intrinsecamente poco sicuri per l’instabilità strutturale e le persone che li frequentano.

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