SPERMOCALYPSE: FERTILITA’ MASCHILE IN CALO

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Calo drastico della natalità: ecco cosa dicono gli esperti.

La Società italiana di andrologia, durante l’ultimo congresso nazionale “Natura ambiente alimentazione uomo”, afferma che al calo della natalità, definita negli Stati Uniti “spermocalypse”, contribuisce una nutrita serie di fattori, dallo stress agli inquinanti, dalla cattiva alimentazione alla mancanza di attività fisica, dal clima alla genetica. Molti degli elementi negativi, inesistenti nei secoli scorsi, sono riconducibili alla cattiva qualità dello stile di vita dell’uomo del duemila.

Tutti i numeri

Sono stati messi insieme tutti gli studi sull’argomento pubblicati tra il 1973 e il 2013: 2800 fascicoli su 42mila maschi classificati per età, origine geografica estoria clinica. Gli spermatozoi degli uomoni occidentali è diminuita del 60% . Nel nostro Paese i dati sono coerenti: un italiano su 10 non è fertile, e gli spermatozioi si sono dimezzato rispetto a 40 anni fa. La  spermocalypse è in atto, e dovremmo seriamente preoccuparcene.

Le sostenze killer

La causa principale è da ricondursi in primis al peggiormaneto del nostro stile di vita: cattiva alimentazione, troppo alcol e sigarette. E poi gli ftalati presenti nella plastica di bottiglie e ocntenitori per alimenti, i perfluorati, gli idrocarburi, il bisfenolo A e la microplastica. Tutte sostanze che interferiscono gravemente sul sistema endocrino, stravolgendo gli ormoni e l’equilibrio degli spermatozoi,  riducendone la potenza e il numero. In un  anno, un italiano medio ingerisce almeno tra le 39mila e le 52mila particelle di microplastiche, a cui si aggiungono fino a 90mila particelle se si beve soltanto acqua in bottiglie di plastica: ne ingeriamo l’equivalente di una carta di credito a settimana.

Anche il clima dice la sua

In molte specie animali un incremento di pochi gradi delle temperature esterne può dimezzarne la fertilità. Un fattore che sta contribuendo all’estinzione di alcune specie, perché gli spermatozoi sono molto sensibili al caldo. Clima a parte, nel mirino anche l’esposizione prolungata a fonti elettromagnetiche, l’abituale permanenza in saune e bagni turchi o traumi da sport alle parti basse.