Spazzamento a terra, si apre il dibattito

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foto generica

Riceviamo e pubblichiamo.È il primo impatto in termini di immagine di una città civile e rispettosa dei suoi abitanti. Dovrebbe essere eseguito correttamente, settimanalmente e accompagnato dall’ispezione del corpo dei vigili urbani tendente a certificare eventuali infrazioni per mezzo di multe, ma il servizio globale e completo viene svolto solo saltuariamente. Quotidianamente però, per via innanzitutto proprio del non rispetto dei divieti di sosta alternati, siamo abituati a vedere le macchine spazzatrici a terra passare direttamente e velocemente sulla strada al centro della carreggiata, con conseguente ulteriore dequalificazione della pulitura. A questa situazione già critica di per sé si deve aggiungere ora l’ulteriore decisione di ridurre lo spazzamento stradale a solo due volte al mese, motivata, in breve, dal rientro degli obblighi economici contrattuali d’appalto dovuto a precedenti spese prevedibili ma considerate impreviste.

Servirebbe maggiore oculatezza se si vuole programmare un qual’cosa verso una situazione dai perimetri già conosciuti, ma questa è altra storia e si dovrebbe inoltre essere in possesso delle idoneità giuste per l’analisi. In questo caso però, seguendo quanto affermato e diffuso, è possibile attutire il più possibile il colpo tentando di raggiungere un livello ottimale innanzitutto eseguendo una riduzione opportuna dell’imposta, come segnale pratico e coerente per rispondere in favore dei cittadini ad una privazione a loro compiuta, e successivamente ridurre l’intervento ove possibile, in quanto a Ladispoli non tutte le strade hanno la stessa conformazione. In città abbiamo aree e strade caratterizzate da intensa presenza di alberi e aree e strade senza. Se necessario dunque si riduca dove la vegetazione è assente, perché in altri luoghi d’ora in poi si andrà incontro alla stagione autunnale, caratterizzata principalmente dalla caduta continua delle foglie che avrà come conseguenza la difficoltà all’attraversamento del sito interessato, la sua impraticabilità, e l’intasamento del presente sistema fognario vitale per lo smaltimento dell’acqua piovana, sempre molto intesa nello stesso periodo post-estivo e invernale.

Un modo forse più giusto, in una duplice direzione, per rispondere con lungimiranza ad una situazione urgente, rispettando contemporaneamente tutto e tutti.

                                                                                                          Marco Di Marzio