Sogni e fantasie ad occhi aperti

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2° Parte
a cura del Dottor Riccardo Coco

Dottor Riccardo Coco Psicologo - Psicoterapeuta
Dottor Riccardo Coco
Psicologo – Psicoterapeuta

Come dicevo nella 1° parte del presente articolo, i sogni sono “una porta” sull’inconscio del sognatore. Per il padre della psicoanalisi, S. Freud, essi esprimerebbero un desiderio inconscio proibito, sovente di natura sessuale o aggressiva: attraverso il sogno, il sognatore appagherebbe, in maniera “camuffata”, tale desideri che nella vita reale non può soddisfare, dato il loro contenuto “proibito” per i condizionamenti morali della persona.

Da ciò deriverebbe un conflitto interno tra desiderio e divieto morale: il sogno rivestirebbe allora un compromesso tra queste due forze, permettendo l’espressione e l’appagamento “allucinatorio” (poiché avviene in sogno e non nella realtà) del desiderio proibito, ma, come vedremo, proteggendo il senso morale della persona attraverso un “camuffamento” dei contenuti proibiti.

Attualmente, tuttavia, si ritiene che i sogni possano rappresentare, oltre a desideri infantili inconsci, anche altri processi interni come paure, conflitti, parti del Sé del sognatore o (nel caso di persone che hanno subito traumi) tentativi ricorrenti di controllare e metabolizzare le esperienze traumatiche. Nel sogno vediamo in azione diversi meccanismi di difesa dell’Io:

1) La Condensazione: questo meccanismo combina in una sola immagine manifesta più di un desiderio, sentimento o impulso. Per esempio una figura che compare in un sogno può avere la testa calva di una persona, la barba di un’altra e i vestiti di un terzo individuo. I sentimenti associati a queste tre diverse persone possono così essere occultati e diventare evidenti solo attraverso un lavoro analitico sul sogno.

2) Lo Spostamento: in questo processo ciò che viene provato su una persona viene spostato su un’altra, per rendere l’intensità di quel sentimento o impulso più accettabile. Se per una persona, per esempio, è troppo sconvolgente essere consapevole di avere un impulso aggressivo verso la propria madre, può nel sogno spostare la propria rabbia su un’altra persona. In tal modo la pulsione aggressiva può essere espressa ed appagata, ma senza andare contro la morale dell’individuo che troverebbe sconvolgente pensare di provare tali sentimenti per la propria madre.

3) La Rappresentazione Simbolica: questo meccanismo utilizza un’immagine per rappresentare un complesso insieme di sentimenti carichi di significato (vedi ciò che dicevo sull’immagine, presa ad esempio, del pulcino bagnato nella 1° parte del presente articolo). Ora, il linguaggio della notte, cioè il sogno, è strettamente legato al linguaggio delle fantasticherie diurne: entrambi ci possono trasportare dalla realtà in regioni sommerse della psiche dove la vita corrisponde a quelli che sono i nostri desideri. La fantasia è uno dei mezzi principali a cui ricorriamo per adattarci alle delusioni della realtà. Le fantasticherie spesso infatti ci forniscono gratificazioni sostitutive per desideri che rimangono dolorosamente insoddisfatti nella nostra vita; servono da consolazioni per ciò che non abbiamo e a volte possono lenire ferite generate dal nostro passato.

Dunque attenzione ai sogni ad occhi aperti, così come a tutte quelle cose che vi ritrovate a pensare, dire, fare o canticchiare “sovra-pensiero”, perché vi possono dire molte cose su ciò che si agita nel vostro mondo interno e che si manifesta appena allentate il controllo cosciente sui contenuti dell’inconscio.

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