Sforza Ruspoli, il Principe contadino

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Sforza Ruspoli, una persona perbene.

Tradizione e mondo contadino «il vero atto rivoluzionario»

Dal documentario: “Il vero portatore di ricchezza è un contadino, che semina il grano perché quel seme da molto grano, allora lui crea ricchezza e allora a me non sta bene che quel contadino è più povero di un manager che lavora per un’azienda che tra l’altro perde i soldi dei cittadini italiani” .

Sabato pomeriggio a Sala Ruspoli ho assistito alla proiezione del documentario sulla vita del Principe Sforza Ruspoli, evento organizzato dalla Fondazione a lui dedicata con lo scopo di divulgare la storia di una famiglia, ancor di più di un Paese. L’Italia raccontata dalla voce di un uomo,  estremamente puntuale e lungimirante, grande conoscitore dell’Etruria Meridionale e del mondo. Nelle sue parole, risultate estremamente attuali, la fotografia della situazione economica, sociale e culturale in cui versa l’Italia, le motivazioni dell’eredità acquisita. Risultato di fattori storici e congiunturali recenti, debiti e interessi globali.
Oggi in Italia non c’è una vera democrazia, ritengo ci sia una grande ipocrisia. Ci riempiamo la bocca di questa parola – democrazia -ma in fondo sono 10/15 uomini che scelgono a loro piacimento chi deve occupare il Parlamento e il Senato Italiano e questo è assolutamente antidemocratico“.
Sforza Ruspoli figlio di Francesco Ruspoli, VIII principe di Cerveteri e di Claudia Matarazzo. Un politico, dirigente d’azienda e banchiere, ambasciatore del Sovrano militare ordine di Malta. Curatore del Principato di Cerveteri. Una persona perbene.
Nonostante avessi già visto il documentario, ho trovato l’opportunità preziosa.
Apprezzabile la volontà di tenere viva la memoria, di instillare curiosità tra i giovani di Cerveteri. Un priorità del Principe che trova continuità nelle iniziative della Fondazione Principe Sforza Ruspoli. Si tratta di un’istituzione voluta da Maria Pia e Giacinta Ruspoli per promuovere la cultura e valorizzare il Castello Ruspoli e il suo patrimonio storico-archeologico.
Non si tratta di un’iniziativa isolata – spiega Ugo Ricci  – bensì il progetto è quello di aprire le porte del Castello a turisti e locali  – un calendario fitto di appuntamenti quanto prima resi noti attraverso i canali social della Fondazione.
Una ricca collezione di opere letterarie contribuisce a diffondere la storia, è disponibile presso il Castello. Tra queste segnalo, Ultima Maremma. Monografia di Francesco Ruspoli presentata da Aurelio Tommaso Prete:”Questi, Francesco Ruspoli artista poliedrico, idealmente comparabile ad un uomo del Rinascimento”.

Sulla pagina Facebook Orticaweb- L’Ortica del Venerdì il video.

Barbara Pignataro