Sequestri e chiusure per gli autolavaggi di Civitavecchia, Ladispoli e Cerveteri

0
348
Blitz sul litorale nord: Capitaneria di porto e Carabinieri si attivano sul fronte ambientale e scoperchiano il vaso di Pandora.
Due autolavaggi chiusi dai Carabinieri a Civitavecchia. Stessa sorte per un’altra attività a Cerveteri grazie al blitz della Capitaneria di Porto di Ladispoli-Marina San Nicola. Sigilli anche a Ladispoli sulla via Aurelia, ed era stato già detto, sempre per mano dei militari. Se tre indizi fanno una prova, qui sono già quattro e significa che c’è qualcosa che non va dal punto di vista ambientale.
E non sono da escludere, a questo punto, ulteriori task force su quest’ambito da parte autorità competenti su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha acceso pesantemente i fari sull’intero litorale per scardinare un’illegalità (evidentemente) diffusa. Come detto, la Guardia costiera, in pieno giorno, aveva interrotto bruscamente il flusso di vetture in attesa della pulizia all’interno di un autolavaggio ladispolano.
È stato il primo intervento che, come un effetto domino, ne ha portati tanti altri. Il sospetto è che non siano stati utilizzati impianti idonei di filtraggio e decantazione visto e considerato che questi liquidi sono un composto denso e melmoso saturo di idrocarburi, oli minerali, residui di pneumatici e tensioattivi chimici e dovrebbero essere smaltiti come rifiuti speciali. E invece, forse, tutto sarebbe finito nelle fognature con il rischio concreto di contaminare il sottosuolo e i corsi d’acqua limitrofi che poi riversano in mare. Analogo scenario a Cerveteri dove recentemente i marinai sono piombati per le stesse ragioni applicando lo stesso provvedimento. E, i titolari, possedendone un altro di autolavaggio, lo hanno chiuso preventivamente.
GLI SCENARI. Ma che sta succedendo? Gli inquirenti avrebbero aperto una specie di vaso di Pandora per una gestione dei reflui industriali non conforme alle stringenti normative vigenti in materia di tutela ambientale con attività aperte pur in assenza di idonei impianti di filtraggio, separazione e decantazione delle acque di scarico. Insomma, senza permessi. L’omissione di tali passaggi avrebbe determinato il convogliamento diretto e sistematico di tali sostanze nocive. Parallelamente sono stati effettuati approfonditi controlli ambientali all’interno di due autolavaggi a Civitavecchia.
Presso un’attività di via Isonzo è stata accertata la presenza di uno scarico abusivo di acque reflue industriali pericolose nella pubblica fognatura in assenza della prescritta Autorizzazione Unica Ambientale. L’intera attività commerciale, comprensiva dei locali e degli impianti, è stata sottoposta a sequestro penale e chiusa. In un secondo autolavaggio ubicato in via Terme di Traiano, i controlli hanno consentito di individuare un deposito incontrollato di rifiuti di varia natura, compresi materiali classificati come pericolosi. L’attività commerciale è stata sottoposta a sequestro penale insieme a un locale rustico e a un camper utilizzati per lo stoccaggio dei rifiuti, tra cui frigoriferi, motori e carcasse ciclomotori fuori uso. Ad agire i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, del Radiomobile e della Forestale di Civitavecchia, Tolfa e Manziana con il supporto di personale della Asl competente.
IL SEQUESTRO. In un altro autolavaggio civitavecchiese, ciliegina sulla torta, i militari hanno dato esecuzione a decreti di perquisizione emessi sempre dalla Procura della Repubblica. L’attività investigativa, scaturita da accertamenti relativi a un grave episodio di tentata estorsione aggravata e lesioni personali, riconducibile a un presunto debito maturato nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha portato al deferimento in stato di libertà di sei persone, a vario titolo ritenute responsabili di violazioni della normativa ambientale e del reato di tentata estorsione aggravata.
Nel corso delle perquisizioni, i Carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro due pistole scacciacani prive del tappo rosso, due mazze da baseball, alcuni coltelli, due passamontagna e due manganelli.