SEPIA OFFICINALIS UN RIMEDIO OMEOPATICO INCONFONDIBILE

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sepia officinalis

In ambito omeopatico (nel “Mondo di Gulliver”, dell’infinitesimamente piccolo ove il ponderale svanisce) Sepia è un rimedio straordinario. La tipologia a lei sensibile, specifica (simillimum) possiede aspetti psicofisici unici, impossibili confonderli. Quale essere umano per Ovidio, maestro delle metamorfosi. avrebbe incarnato?

Lui non era un medico ma un grande poeta romano esperto in mitologia. Le sue favole, spesso crudeli, erano e sono  molto apprezzate per l’atmosfera drammatica che si respira. Da Dafne che diviene l’albero dell’alloro, a Narciso che si trasforma un fiore. Né Ovidio sapeva nulla di Anatomia comparata, materia clinica studiata in medicina. La metamorfosi, l’incarnazione di una ben precisa tipologia non riguarda qui il mondo vegetale, né albero ne fiore ma un animale acquatico  marino, proteiforme e tentacolare nella capacità di sfuggire all’aggressività  dei predatori, mimetizzandosi e scappando velocemente alla loro vista grazie ad liquido nero inchiostro che spruzzano nel mare.

E’ la Sepia officinalis (Sepia) che riproduce fedelmente una tipologia, soprattutto femminile, dalle caratteristiche ben precise. E’ un essere magro, stenico, con valori di pressione arteriosa bassi (ipotensione), con chiazze nere o nevi cutanei sul viso e/o sul corpo. Questi i caratteri fisici obiettivi. Psichicamente è molto depressa, anche se riesce spesso a mascherare questo suo stato d’animo con sorrisi di circostanza forzati, negando atteggiamenti consolatori affettuosi come a voler dimostrare e rimarcare una forza interiore, anche con improvvisi scatti di rabbia.

In lei (più di rado è un lui)! è il colore nero funereo quello che prevale (come la melanina del nero di seppia). Può anche essere giovane in età fertile anche se più spesso la troviamo in menopausao post menopausa. La vediamo taciturna, molto freddolosa, mentalmente rigida, quasi del tutto indifferente a quello che la circonda. Anche gli affetti familiari (marito, figlio, fidanzato) sono in disarmo, vengono meno. Tipica e la perdita di capelli (“defluviumcapillorum”) nelle cefalee croniche, specie in menopausa, in una gravidanza malvissuta, nell’ allattamento puerperale. E’ depressa, poco vitale, con un sistema PNEI (psicoendocrinoneuroimmunologico) ai minimi termini.

“L’herpes catamenialis” (durante la mestruazione) può essere una nota chiave nelle giovinette in periodo adolescenziale  se depresse, taciturne, infelici, allergiche alla consolazione. Vuole restare da sola anche per piangere senza essere vista. Con il passare degli anni diviene avida, avara, si nasconde agli uomini, ne ha paura come se fossero tutti ladri. E’ assai comune la sensazione di avere come se l’utero volesse usure dalle vie genitali (prolasso uterino) o anche della vagina. Ha perso ogni tratto distintivo delle femminilità. Sta veramente male proprio nelle fasi della vita che sono solo delle donne: mestruazioni, gravidanza, allattamento, menopausa. E’ triste e depressa, pur mascherando questi sentimenti negativi, vede “tutto nero”.

In menopausa ha sudori freddi non le “caldane” infuocate ipertensive di Lachesis(altro grande rimedio nel climaterio). Nelle difficoltà è rapida a fuggire (propulsione a reazione del mollusco seppia), a nascondersi, a mascherare (mimetizzare) il suo aspetto. E’ incapace di provare piacere, di regalarsi una giornata gioiosa. Le macchie brunastre, l’anaffettività, il distacco, lo scarso appetito sono segnali psichici ben evidenti.

Lei ha smesso di essere madre, moglie, amante, nonna. Per salvare le apparenze si trucca, si rifà il volto con trattamenti estetici chirurgici, si mimetizza. Non vuole essere né consolata né derisa, compianta. Se indaghiamo bene la sepia non ci sfugge. Nella sua fuga dalla vita sopravvive soffrendo dentro si sé. Preferisce, i sottaceti, gli amari … perché amara è la vita. Ma non pensa al suicido né si lascia andare in preda allo sconforto. Pur con tanta amarezza dentro, resta sempre lucida, cosciente, autosufficiente.

di Aldo Ercoli