Il Paese che Vorrei chiede alla Commissaria di sciogliere il nodo.
Mentre le forze politiche sono alle prese con le prossime elezioni, i bisogni dei cittadini spesso rimangono inascoltati. E questo non è un bene soprattutto quando i problemi derivano da situazioni annose ed intricate riguardanti rapporti tra Enti, Comune, ACEA ed ANAS dove l’uno rinvia all’altro la soluzione senza capacità di connessione. Si tratta in questo caso dell’erogazione dell’acqua, un bene primario e fondamentale.
Un lungo tratto sull’Aurelia e traverse in zona Santa Marinella Sud, da via Leonardo da Vinci fino al complesso residenziale dei gabbiani ed oltre arrivando ai numeri civici sull’Aurelia 63, 65 ecc., veniva servito dall’acqua delle Ferrovie. Ad un certo punto, dopo un periodo di erogazione ad intermittenza, le Ferrovie ne bloccano senza preavviso e in modo unilaterale la distribuzione impedendo agli abitanti interessati di poter intraprendere in tempo le pratiche per l’allaccio all’acqua con ACEA. Cosa che ovviamente si affrettano a fare subito dopo.
Il Paese che Vorrei ha già seguito il caso, attualmente giunto a soluzione, di alcune villette di via Leonardo da Vinci, che dall’agosto 2024 avevano avuto i rubinetti asciutti per più di un anno.
Oggi denuncia il caso analogo delle abitazioni sull’Aurelia sud, che è strada di competenza dell’ANAS, dove a tutt’oggi manca l’acqua. Dall’agosto 2024, per ben due estati, alcuni abitanti hanno affrontato il disagio grazie a pozzi privati con cisterne, ma l’acqua che è insalubre e salmastra, sta danneggiando tutte le tubature; in più devono affrontare la spesa dell’acqua potabile da usare per la cucina.
I proprietari hanno assolto a tutte le richieste burocratiche da parte di ACEA, fatto per ben due volte domanda all’ente distributore, pagato una terza volta per cambiamenti in corso del progetto, provveduto a proprie spese per le opere murarie interne alla loro proprietà (installazione del contatore Acea, impianto interno di trasporto dell’acqua fino alle palazzine e dai sotterranei ai vari appartamenti). Tutto pronto per ricevere l’erogazione, ma ancora a marzo del 2026, in procinto di una terza estate, non c’è principio.
Il Comune dice che spetta all’ANAS, l’Anas sostiene che il Comune non ha portato avanti le pratiche burocratiche, l’ACEA non può muoversi finchè non fanno i lavori stradali. Di fronte a precise richieste di chiarimenti, l’Anas chiede di conoscere il numero di pratica dell’Acea, la quale inspiegabilmente dichiara di non poter dare.
Come si può sciogliere questo nodo?
Chiediamo l’intervento degli uffici comunali e alla Commissaria di far dialogare gli Enti preposti per risolvere al più presto il grave disagio.
Questi cittadini pagano le tasse, hanno assolto a tutto quanto è stato loro richiesto, anche con cospicuo esborso di soldi, ma hanno oggettive difficoltà a seguire i rimpalli continui tra l’uno e l’altro ente senza un intervento dall’alto.
Il Paese che Vorrei
































































